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Funivia Mottarone, "è caduta una cabina, che casino". La prima telefonata dei soccorritori | Audio

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"Stiamo mandando i mezzi che riusciamo. È caduta una cabina alla funivia di Stresa, sopra in cima al Mottarone (’che casino, che casino') alla funivia".

 

 

Sono le prime parole dell’operatrice del 118 al telefono con i carabinieri di Verbania domenica 23 maggio subito dopo il disastro della funivia Stresa-Mottarone. L’audio è relativo ai primi minuti dopo la tragedia: l’operatrice inizia a dare i primi dettagli agli uomini dell’Arma apprendendoli in diretta dagli altri soccorritori che si sentono muoversi in sottofondo. "Io inizio a mandarvi lì: pare che la cabina sia caduta in mezzo al bosco e che non sia raggiungibile da un mezzo via terra. È caduta la cabina della funivia di Stresa - ripete la donna - non sappiamo di preciso dove, il collega è ancora al telefono: all’interno c’erano almeno sei persone, non si sa le condizioni, sicuramente sono gravissimi", aggiunge l’operatrice del 118. Le vittime, alla fine, saranno 14 e di un bambino di 5 anni ancora ricoverato in ospedale a Torino.

 

 

"Non ho niente da dire. Parlerò nelle sedi istituzionali", ha detto il gip di Verbania Donatella Banci Buonamici, contattata dall’Adnkronos, all’indomani della scelta del presidente del tribunale Luigi Montefusco di affidare il caso sul disastro della funivia del  Mottarone al gip ’titolare', il giudice Elena Ceriotti, la quale è ritornata a lavoro dopo uno stop di quattro mesi. Se il gip Banci Buonamici non ha condiviso la linea della procura e ha scarcerato i tre indagati per la tragedia in cui hanno perso la vita 14 persone, sarà la collega Ceriotti invece a dover decidere sulla richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa di Gabriele Tadini, il capo servizio della funivia che ha ammesso di aver lasciato il forchettone sulla cabina precipitata ma ha anche sostenuto, durante l’interrogatorio, che il gestore Luigi Nerini e il direttore di esercizio dell’impianto Enrico Perocchio sapessero di questo stratagemma per ovviare al problema al sistema di frenata di emergenza.