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Genova, ricoverata in rianimazione la ragazza con trombosi dopo il vaccino Astrazeneca: condizioni gravi

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Genova, si trova in "condizioni gravi ma stabili" la ragazza di 18 anni ricoverata in queste ore in rianimazione all’ospedale San Martino del capoluogo ligure per una trombosi. La giovane aveva ricevuto una dose di vaccino Astrazeneca lo scorso 25 di maggio, aderendo alla vaccinazione volontaria.

 

Il 3 giugno si era presentata in un ospedale del levante genovese con alcuni sintomi in particolare cefalea e fotofobia. Gli esami neurologici avevano dato esito negativo ed era stata dimessa. Ieri la 18enne è nuovamente tornata in ospedale: in pronto soccorso la tac cerebrale ha evidenziato un’emorragia e la ragazza è stata ricoverata in Neurologia. Al momento si trova nel reparto di Rianimazione, non è ancora stata operata e i medici stanno monitorando le condizioni. Nelle prossime ore si deciderà se intervenire chirurgicamente. L'eco di questo caso, vista la giovane età della ragazza, ha fatto il giro dei social e dei media a livello nazionale, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza del siero dell'azienda anglo svedese, che è tuttora somministrato ma solo agli over 70. Nel caso in questione, come detto sopra, si era trattata di adesione volontaria alla campagna di vaccinazione da parte della giovane.

 

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) aveva parlato, già nelle scorse settimane, della possibilità di casi di trombosi, riducendoli a una media di uno ogni 100 mila persone a cui fosse stato somministrato il vaccino. In Italia, attualmente, è quello dell'azienda farmaceutica statunitense Pfizer il siero maggiormente somministrato in questa fase in cui la campagna vaccinale sta accelerando il suo andamento, superando anche le 500 mila somministrazioni giornaliere, che erano l'obiettivo che il governo Draghi e il commissario straordinario per l'emergenza sanitaria, generale Francesco Paolo Figliuolo, si erano dati per il mese di maggio.