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Saman Abbas, frase choc dello zio in chat dopo la scomparsa: "Un lavoro fatto bene"

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Nuovi dettagli sul mistero di Saman Abbas, la giovane scomparsa oltre un mese fa da Reggio Emilia. È stato "un lavoro fatto bene": è la frase choc che lo zio di Saman - secondo quanto riporta la Gazzetta di Reggio - avrebbe scritto in chat a un suo conoscente.

 

Nelle mani degli investigatori ci sarebbe quindi una frase agghiacciante, che potrebbe segnare una svolta nelle ricerche della giovane. Mentre i carabinieri continuano a cercare il corpo della 18enne nelle campagne intorno a Novellara gli inquirenti della Procura di Reggio Emilia, che indagano sul presunto omicidio della ragazza pakistana che si  è opposta alle nozze combinate, sono intenzionati a riportare in Italia i suoi genitori per fare completa luce sulla scomparsa della giovane. Secondo quanto riferisce il portale di informazione locale Reggionline sarebbe pronta la richiesta di estradizione di Shabbar Abbas e Nazia Shaheen partiti per il Pakistan poco dopo che della ragazza si sono perse le tracce. Il padre di Saman, contattato nei giorni scorsi dal Resto del Carlino, ha assicurato che il 10 giugno sarebbe sbarcato a Malpensa per mettersi in contatto con i carabinieri. Ha anche detto che la figlia è viva ed è in Belgio da un amico. Ma, come ormai è noto, gli inquirenti non gli credono.

 

La pista del Belgio è stata scartata e temono che la famiglia non faccia più ritorno in Italia. Per questo sono pronti a chiedere l'estradizione. Un'operazione non semplice. Gli investigatori sono convinti che la ragazza sia stata uccisa la notte del 30 aprile da uno zio, Danish Hasnain, 33 anni. A consegnargliela sono stati gli stessi genitori. C'è un filmato delle telecamere di sorveglianza dell'azienda agricola dove lavora la famiglia di Saman che nella serata del 30 aprile riprende la ragazza con i genitori incamminarsi per una strada sterrata che passa intorno a un capannone. Da allora nessuna traccia, ma il cerchio si sta ormai stringendo intorno al presunto omicida.