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Roma, omicidio Diabolik. Svolta nelle indagini: caccia ai narcos del Tuscolano. C'è l'identikit del killer

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Svolta nelle indagini dell'omicidio di Fabrizio Piscitelli, conosciuto come Diabolik, avvenuto il 7 agosto del 2019 nel Parco degli Acquedotti a Roma. Gli investigatori, secondo quanto riferisce Leggo (clicca qui), hanno stretto il cerchio attorno al killer e ai mandati dell'omicidio del capo ultras della Lazio e del gruppo degli Irriducibili.  Tutto sarebbe maturato nell'ambiente legato al traffico di stupefacenti dei sodali al clan Senese.

 

Le indagini della direzione distrettuale antimafia, che coordina le indagini, hanno portato a scoprire un intreccio tra alcune frange delle tifoserie e il malaffare. Le indagini si sono concentrate sui rapporti con alcune organizzazioni criminali che oprano nelle zone di Boccea e Primavalle dove le forniture di droga veniva gestite sempre dai malavitosi del Tuscolano. La svolta sarebbe arrivata dopo che gli inquirenti hanno raccolto alcune testimonianze dopo che in via di Boccea è stato gambizzato Leandro Bennato, altro componente attiguo ai Senese e finito in carcere per droga. Ci sarebbe inoltre un identikit dell'uomo vestito da runner che ha sparato al parco degli acquedotti. Dopo le descrizioni fornite dall bodyguard che si trovava insieme al “Diablo” prima dell’esecuzione. Tra conferme e smentite sulla nazionalità dell’esecutore materiale del delitto, di certo c’è che sulla scena del crimine erano presenti due persone: il sicario e il “palo”. 

 

 

Del caso si è occupata nelle ultime settime settimane anche la trasmissione "Non è l'Arena" condotta da Massimo Giletti su La 7. Nell'ultima puntata di domenica 30 maggio Francesca Fagnani ha svelato che il killer professionista con ogni probabilità è un albanese che è stato autore, forse, anche di un altro omicidio avvenuto a Torvaianica alcuni mesi dopo sempre legato all'ambiente del traffico degli stupefacenti che ha agito con le stesse modalità. "Dopo è andato in Spagna, dove probabilmente ha compiuto altri omicidi, poi in Albania e qui ci fermiamo".