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Denise Pipitone, "patto del rapimento saltato". Il retroscena che cambia tutto: l'ex pm rivela

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Il patto del sequestro è saltato e presto potrebbe arrivare la verità. Il patto è quello fra le due famiglie ("famiglie allargate") Corona e Pulizzi e il rapimento è quello di Denise Pipitone scomparsa da Mazara del Vallo nel Trapanese il primo settembre 2004, all'età di 4 anni.

 

 

La ricostruzione, una rivelazione choc, arriva da Maria Angioni, l'ex pm che ha indagato sul caso della bimba che adesso la procura di Marsala ha riaperto. Oggi, mercoledì 2 giugno su Rai3 nel corso del programma Chi l'ha visto? condotto da Federica Sciarelli, verranno mostrati nuovi documenti inediti, esclusivi. Ma cosa sarebbe successo quel giorno secondo la giudice che indagava sulla scomparsa della bimba e cosa è cambiato rispetto ad allora?

Angioni, che lavora in Sardegna, spiega che "Chi prese Denise voleva ucciderla, ma qualcun altro lo impedì: salvò la bambina ma non la riconsegnò alla sua mamma, perché questo era il patto". Adesso però, pare tutto cambiato, si respira un clima diverso nella splendida Mazara: "Qualcuno sta parlando e scardinando alibi, altre testimonianze importanti sono state riascoltate, è tempo di intensificare le ricerche, perché la verità potrebbe essere a un passo", afferma Angioni.

Maria Angioni è da 4 anni giudice del Tribunale del Lavoro a Sassari. Un mese dopo il rapimento della piccola Denise, divenne titolare dell’inchiesta nella procura di Marsala, che poi lasciò nel luglio del 2005 in seguito al trasferimento a Cagliari.
"Finché fui lì e fino a quando l’inchiesta rimase in mano alla mia squadra e ai due pm che lavoravano con me, - afferma Angioni -  indagammo sulla famiglia allargata Corona-Pulizzi: una sorta di clan, con una rete fitta ed estesa di parentele e amicizie e di protezioni reciproche".

Per Angioni, Anna Corona, "aveva tante amiche: una di queste le fornì l’alibi che lei ha mantenuto per 17 anni. La donna disse che quel 1 settembre rimase al lavoro in hotel sino alle 15,30 come certificato dal registro delle presenze. Qualche giorno fa l’amica e collega Francesca Adamo ha rivelato di avere firmato lei per conto di Anna Corona, che era andata via prima. Questa donna ha deciso di parlare dopo 17 anni, segno che il patto iniziale è saltato".

 

 

E secondo la giudice del lavoro questo patto era stato siglato tra due gruppi di persone "all’interno della grande famiglia allargata. Il gruppo dei “cattivi” che odiava la madre di Denise e voleva fargliela pagare nel peggiore dei modi, anche uccidendo la bambina. E il gruppo dei “buoni” che ha messo all’angolo gli altri e ha evitato la morte della piccola facendola sparire. Come? Consegnandola a qualcuno, dando la garanzia ai cattivi che la madre non l’avrebbe in ogni caso mai più rivista. E il patto prevedeva che l’inchiesta sarebbe stata ostacolata in tutti i modi grazie alle protezioni di cui la famiglia godeva. Così è stato infatti per molti anni, ora il clima è cambiato e chi sa, e sinora è stato zitto per paura, ha iniziato a rompere il muro del silenzio".  Sapremo se ciò basterà per ritrovare Denise che Angioni sostiene essere ancora viva.