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Rino Gaetano, mistero a 40 anni dalla morte: “Fu ucciso, subito nuove indagini”

cantautore ribelle

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Il mistero resta. Con inquietanti ipotesi e teorie che continuano a vivere a quaranta anni esatti dalla morte di Rino Gaetano, avvenuta appunto il 2 giugno del 1981 a Roma. A cominciare da quella che il cantautore ribelle, schiantatosi con l’autovettura, fu rifiutato da diversi ospedali della zona. Ma andiamo per ordine. All'apice della sua carriera, il cantante calabrese, dopo aver passato una notte in compagnia di amici, venne stroncato proprio da un incidente stradale mentre percorreva via Nomentana, dove abitava coi genitori e la sorella Anna. Forse per un malore o un colpo di sonno la sua macchina invase la corsia opposta e un camion la colpì in pieno. Venne trasferito d’urgenza al Policlinico ma era già in coma. Urgeva un intervento in un reparto di traumatologia cranica, che il Policlinico non aveva. Si fecero diversi tentativi con molti altri nosocomi nel corso della notte e solo alle prime luci dell'alba il cantautore venne ricoverato al Gemelli, dove morì intorno alle 6 del mattino. 

 

Ma nel corso degli anni alcuni critici musicali e pure un noto avvocato della Capitale non hanno creduto a quella morte per certi versi causale. Disegnando scenari di altro tipo, a partire dalla possibilità che Rino Gaetano fosse stato ucciso addirittura da vere e proprie associazioni criminali (operanti in più parti d'Italia). Con tanto di esposto in Pocura per chiedere la riapertura delle indagini (archiviate prestissimo).  

 

Semplici ossessioni? Difficile dirlo. Fatto sta che dopo lo schianto il primo soccorso venne da un misterioso mezzo dei vigili del fuoco. Che “sarebbe intervenuto per nascondere le prove di un congegno tecnico, utilizzato per camuffare un omicidio politico con un incidente”.  Gli indizi sarebbero nascosti già nelle canzoni, vere e proprie testimonianze dell’irriverente genio del cantautore.