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"Saman consegnata a uno zio che l'ha uccisa". Ragazza scomparsa dopo il no alle nozze combinate, l'ipotesi degli investigatori

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Saman Abbas, la ragazza diciottenne scomparsa dopo aver rifiutato le nozze combinate, sarebbe stata vittima di un omicidio portato a termine in famiglia. E' l'ipotesi alla quale stanno lavorando i carabinieri di Reggio Emilia per fare luce sulla scomparsa della giovane da Novellara, comune dove vive con la famiglia. Sono indagati i genitori, due cugini e uno zio. L'ipotesi è omicidio. Infatti i familiari hanno lasciato in fretta e furia l'Italia i primi di maggio e sui voli per il Pakistan non c'era il nome della ragazza.

Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera a incaricarsi dell'uccisione della giovane, secondo l'ipotesi dei carabinieri e della Procura, sarebbe stato proprio lo zio. Le carte dicono che "nella notte tra il 30 e il 1° maggio ci sarebbe stata una lite" tra Saman e i genitori. Questo perché la ragazza si "rifiutava di sposare il cugino in Pakistan" e padre e madre volevano "impedire l’allontanamento" come aveva già fatto nell’estate 2020, quando aveva raggiunto il Belgio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti i genitori avrebbero detto alla ragazza "Vai con lo zio". Il parente, Danish Hasnain, 33 anni, l'attendeva alla fine di una stradina e poco lontano, per gli investigatori, l'avrebbe uccisa. Sarebbe "l’esecutore materiale" del delitto commesso in concorso "materiale e morale" con Nazia e Shabbar Abbas.

 

Secondo quanto riporta un giornale locale di Nimes in Francia proprio oggi dovrebbe essere ascoltato il cugino della ragazza, Ikram Ijaz che è stato arrestato nei giorni scorsi in Francia. Sarà portato Corte d’Appello dove si deciderà se rimetterlo alle autorità italiane, come richiesto dalla rogatoria spiccata dalla procura di Reggio Emilia. Il cugino compare in un video girato il giorno prima della scomparsa della ragazza dove si vedono degli uomini con pale e secchi dirigersi alle spalle di un capannone dell'azienda agricola dove lavora la famiglia della ragazza. La giovane a dicembre si era opposta alle nozze combinate e aveva denunciato la famiglia. Era stata presa in carico dai servizi sociali del comune di Novellara e affidata a una struttura protetta dalla quale però è uscita lo scorso aprile quando è diventata maggiorenne.