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Funivia Mottarone, il racconto di un operaio: "Bastava un solo freno per evitare i morti"

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Altre verità arrivano dalla tragedia della funivia del Mottarone, il cui crollo, domenica 23 maggio, ha causato 14 morti. "Secondo la mia esperienza per la velocità della vettura durante la fase di rientro, un solo freno avrebbe potuto fermare la vettura", queste le parole che rendono ancora più amaro quanto accaduto domenica scorsa sulla funivia del Mottarone, quando appunto la rottura della fune traente e il blocco volontario di entrambi i freni di emergenza ha fatto precipitare la cabina numero 3 uccidendo 14 persone. Parole che un dipendente delle Ferrovie Mottarone, la società che gestisce l’impianto, ha pronunciato davanti ai carabinieri di Stresa che cercano di ricostruire la dinamica della tragedia.

 

 

La deposizione è inserita nel provvedimento con cui il giudice di Verbania ha rimesso in libertà due dei tre indagati, per il capo servizio dell’impianto Gabriele Tadini sono stati decisi i domiciliari. Dei cinque operai sentiti il 25 maggio, due giorni dopo la tragedia, tutti affermano che i ceppi o forchettoni, due per ogni cabina, "vengono posizionati su disposizione del capo servizio che o lo fa personalmente o lo delega a uno degli operatori in maniera indistinta".

 

 

L’unico capo servizio dell’impianto è Tadini. Uno dei forchettoni colorati di rosso, proprio a segnalare un elemento importante dell’impianto, era ancora ancorato alla cabina precipitata, il secondo è stato trovato poco distante durante un’ispezione sul luogo della tragedia. Ne sarebbe bastato uno, forse, per non contare i morti. Intanto, a una settimana dalla tragedia della funivia del Mottarone, le condizioni di Eitan, il bimbo di 5 anni unico sopravvissuto, sono in significativo miglioramento anche se la prognosi rimane riservata. Ancora ricoverato, per precauzione, in rianimazione all’ospedale torinese Regina Margherita, per la prima volta il bambino, ha cominciato a mangiare alimenti morbidi e leggeri e se non ci saranno complicazioni nei prossimi giorni verrà sciolta la prognosi. Accanto a Eitan ci sono sempre la zia e la nonna.