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Caso Denise, "Jessica Pulizzi aveva 30 telefoni con 16 sim". Ex pm Angioni: "Maresciallo pedinato" | Video

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Caso Denise Pipitone. La vicenda della bambina scomparsa (aveva 4 anni) da Mazara del Vallo nel settembre 2004, è stata al centro della trasmissione Mattino5 di oggi giovedì 27 maggio 2021.

 

Emergono altri dettagli delle indagini che poi hanno portato a un nulla di fatto (adesso il caso è stato ripaerto dalla Procura di Marsala). "Il maresciallo Di Girolamo doveva mettere una cimice nella casa di Anna Corona, ma ha dovuto desistere, perché era pedinato da altri inquirenti", ha affermato , in collegamento video alla trasmissione Mediaset, Maria Angioni, ex pm del caso Pipitone, che ha parlato di pedinamenti durante le fasi cruciali delle indagini: "Una volta, con il maresciallo Di Girolamo - che era entrato a casa di Anna Corona, ma non da solo, perché c’erano anche altri ispettori - aveva cercato, su mia disposizione, di mettere una cimice nella casa nel quartiere storico di Mazara del Vallo, per cercare di ascoltare le conversazioni della cerchia di amici di Jessica.

 

 

Doveva essere un’attività segreta, ma il maresciallo ha dovuto desistere: era pedinato da altri inquirenti. Anche quando abbiamo cercato di mettere la cimice a Giuseppe D'Assaro, io stessa io ho avuto la sensazione di essere seguita". L'ex pm non ha potuto rivelare da chi. Nel corso della trasmissione condotta da Federica Panicucci, si è saputo che Jessica Pulizzi (è stata assolta in tutti i tre gradi di giudizio ndr) aveva a disposizione 30 telefoni e 16 sim. Angioni ha spiegato che "lei poteva fare da prestanome nell'acquisto delle sim e poi darle alla cerchia attorno, una cerchia un po' particolare".