Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Funivia Mottarone, a Zona Bianca il "giallo" del cavo spezzato: indagini e ombre

  • a
  • a
  • a

Il cavo d'acciaio spezzato della funivia del Mottarone al centro del servizio di Zona Bianca. Nella puntata di mercoledì 26 maggio, il servizio della trasmissione di Rete 4 condotta da Giuseppe Brindisi ha acceso i fari sulle modalità attraverso cui il cavo d'acciaio si sarebbe potuto rompere.

 

Sarà questo un altro dei punti chiave dell'indagine sulla tragedia che si è verificata domenica scorsa, dal momento che il diametro di dimensioni comprese tra i tre e i quattro centimetri, sarebbe dovuto essere in grado di sopportare il peso della cabina a pieno carico - ossia con 40 persone a bordo - mentre in quel giorno sciagurato ce ne erano solo 15. Luigi Nerini, Enrico Perocchio e Gabriele Tadini, i tre fermati accusati dalla procura di Verbania di omicidi colposo plurimo per la tragedia sulla funivia del Mottarone, in concorso tra loro, "omettevano di rimuovere i forchettoni rossi aventi la funzione di bloccare il freno" della cabinovia quindi "destinato a prevenire i disastri", così "cagionando il disastro da cui derivava la morte delle persone".

 

È quanto si legge nel capo di imputazione della procura di Verbania nei confronti del gestore della funivia, del consulente esterno e del capo servizio dell’impianto in cui domenica scorsa hanno perso la vita 14 persone. Ma, al netto di questo, la rottura del cavo, come detto, sarà un altro elemento chiave dell'indagine, in quanto la sfilacciatura che viene evidenziata in foto lascia emergere molti dubbi tra gli esperti e i tecnici incaricati dei rilievi. Solo un cavo, peraltro, si è rotto, mentre altri due sono rimasti intatti. La fune traente è quella che si è spezzata e sotto la lente delle indagini ci sarà appunto la modalità della sua rottura, che conta pochi precedenti nella storia, secondo quanto riferito dagli esperti di impianti a fune.