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Funivia Mottarone, trovato secondo forchettone. Attesi nuovi indagati

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Un ulteriore sopralluogo sul luogo dell’incidente della funivia sul Mottarone, effettuato nella mattinata di mercoledì 26 maggio, ha permesso di trovare la seconda parte del "forchettone", elemento in metallo che serve a tenere aperte le ganasce dei freni. Il meccanismo, tuttavia, va tolto quando le persone sono a bordo della cabina perché altrimenti impedisce la frenata in caso di emergenza, come ad esempio nel caso di rottura del cavo trainante.

 

La presenza del "forchettone" non è riconducibile a un errore umano ma sarebbe una scelta "consapevole" dei tre fermati - due dipendenti e il gestore dell’impianto - che avrebbero scelto di sacrificare la sicurezza dei passeggeri pur di continuare a lavorare. Oltre a Luigi Nerini, amministratore della società Ferrovie del Mottarone che gestisce la funivia, Enrico Perocchio, direttore del servizio e dipendente della Leitner di Vipiteno e Gabriele Tadini, capo operativo, già fermati, sono attesi ora nuovi indagati. Intanti la procuratrice di Verbania, Olimpia Bossi, ha spiegato che "la proprietà dell’impianto della funivia del Mottarone dovrebbe essere della Regione Piemonte perché non si è mai effettuato il passaggio al Comune di Stresa. Ora abbiamo dedicato tempo alle cose più necessarie ma stiamo acquisendo la documentazione relativa". Inoltre "in questo momento non abbiamo elementi per ritenere questi due eventi reciprocamente collegati. Siamo sempre in attesa delle verifiche tecniche sulla fune. Ne parlerò con il consulente tecnico che dovrebbe arrivare domani", ha detto, fuori dal tribunale, a proposito della rottura della fune e del non funzionamento del freno di emergenza che sarebbero collegati all’incidente alla funivia del Mottarone.

 

"Non si è trattato di una omissione occasionale o una dimenticanza. È stata una scelta precisa di disattivare il sistema di emergenza", ha spiegato ancora la procuratrice Bossi. "È intervenuto il fatto della rottura del cavo. Rompendosi il cavo avrebbe dovuto entrare in funzione questo sistema di emergenza, cosa che non è avvenuta" spiega ancora la procuratrice ribadendo che "la scelta, come già detto, è legata al fatto di bypassare queste problematiche", ha concluso.