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Milano, narcotizza e violenta studentessa: imprenditore arrestato. Possibili altre vittime

Christian Campigli
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Un oggetto da usare per il proprio piacere. Un'idea di donna, di amore, di rispetto totalmente distorta. Una notte di follia e violenza che, purtroppo, lascerà dei segni indelebili. È stato arrestato un imprenditore milanese di cinquanta anni accusato di aver prima narcotizzato una giovane studentessa, poi di averla violentata ed infine di aver immortalato con delle fotografie quel gesto infame. A eseguire l'operazione i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Milano Porta Monforte, al termine di un'inchiesta coordinata dal dipartimento tutela della famiglia, dei minori e di altri soggetti deboli della procura della metropoli meneghina. Le indagini sono scattate dopo la denuncia presentata lo scorso 28 marzo da una studentessa universitaria di 21 anni.

La ragazza aveva confidato ai militari di essere stata invitata ad un incontro di lavoro tra imprenditori del settore farmaceutico, finalizzato ad uno stage formativo. Un'occasione potenzialmente importante per il suo futuro, per entrare in un'azienda importante. Durante la serata la giovane ha perso completamente i sensi, dopo aver bevuto un caffè. Da lì il buio più totale. La giovane rammenta solo di essersi svegliata la mattina seguente con un fortissimo mal di testa, con addosso ancora gli stessi vestiti indossati la sera precedente. Gli uomini in divisa hanno preso sul serio le parole della ragazza, e rapidamente hanno organizzato una perquisizione nell’abitazione di uno degli imprenditori presenti all'incontro, un cinquantenne, amministratore unico di una nota ditta farmaceutica del capoluogo lombardo. Nella cucina dell'uomo sono state trovate due confezioni di Bromazepam, un ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine.

Il businessman aveva versato nel caffè e in un succo d’arancia una dose talmente elevata del suddetto medicinale da provocare alla ragazza un’intossicazione con avvelenamento. L'uomo, poi, avrebbe tentato di crearsi un alibi, convincendo familiari e amici a rendere dichiarazioni a suo favore e accusando la studentessa e la sua famiglia di un tentativo di estorsione ai suoi danni. A suo carico, i militari hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e lesioni personali aggravate. Ma non è tutto. I carabinieri sono convinti che questo modus operandi non rappresenti un caso isolato. E stanno svolgendo ulteriori accertamenti per capire se vi sono stati altri casi di violenza sessuale perpetrati dall'imprenditore. Un uomo che, per il suo piacere, ha trasformato una serata di lavoro in un vero e proprio incubo. Che la studentessa non dimenticherà mai.