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Foggia, sindaco dimissionario arrestato: indagini per tentata concussione e corruzione

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Il sindaco di Foggia, Franco Landella, dimissionario dalla carica dal 4 maggio scorso, è stato arrestato e sottoposto ai domiciliari dalla Polizia di Stato del capoluogo dauno e del Servizio Centrale operativo. Le indagini della Procura della repubblica riguardano il primo cittadino e altri amministratori con le accuse, a vario titolo, di tentata corruzione e concussione. Il provvedimento cautelare è stato disposto dal gip del Tribunale di Foggia e interessa cinque persone. I dettagli dell’operazione di polizia giudiziaria saranno forniti durante una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.00 presso la sala riunioni della Questura di Foggia. 

 

 

 All’arresto, il 10 febbraio, di un consigliere comunale, Bruno Longo, erano seguiti il 30 aprile i provvedimenti cautelari a carico di altri due esponenti di maggioranza, l’ex presidente dell’assemblea municipale Leonardo Iaccarino e Antonio Capotosto con le accuse, a vario titolo, di corruzione tentata induzione indebita e peculato, unitamente a un imprenditore sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Iaccarino era stato sfiduciato dall’assemblea dopo la vicenda dei colpi di pistola esplosi dal balcone della sua abitazione la notte di Capodanno e del video relativo diffuso sui social.

 

 

Peraltro dal 10 marzo si è insediata una commissione prefettizia incaricata di verificare se sussistano pericoli di infiltrazione o condizionamenti da parte della criminalità organizzata nell’amministrazione comunale. Qualche giorno fa Landella era risultato indagato insieme alla moglie, che è una dipendente comunale e faceva parte del suo gabinetto. Il primo cittadino si era presentato il 17 maggio in Procura per rendere dichiarazioni spontanee ai pm che stanno indagando. Qualche giorno fa Landella era risultato indagato insieme alla moglie, che è una dipendente comunale e faceva parte del suo gabinetto. Il primo cittadino si era presentato il 17 maggio in Procura per rendere dichiarazioni spontanee ai pm che stanno indagando.