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Franco Battiato, funerali in forma privata nella villa di Milo: fan in silenzio davanti casa

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Funerali in forma privata a Milo, piccolo Comune alle Falde dell’Etna, per Franco Battiato, morto martedì 18 maggio all’età di 76 anni dopo una lunga malattia. Il rito funebre è officiato da padre Orazio Barbarino con don Giudalberto Bormolini.

 

Per volere dei familiari, l’ultimo saluto al cantautore siciliano si svolge con pochi intimi, all’interno della cappella privata di Villa Grazia, in contrada Praino, la sua residenza. Fuori dalla villa, in perfetto stile siciliano, tante troupe televisive, fan, vicini di casa e conoscenti che stazionano in modo silenzioso e discreto. Diversi gli artisti che hanno dato l’ultimo saluto a Franco Battiato, tra questi Carmen Consoli, Alice, Luca Madonia e Giovanni Caccamo. Il lungomare lavico di Catania sarà intitolato a Franco Battiato. Lo ha reso noto il sindaco di Catania Salvo Pogliese, annunciando la decisione dell’amministrazione comunale, nel giorno del lutto cittadino, di dedicare al grande artista scomparso ieri uno dei luoghi simbolo della Città di Catania.

 

"La spettacolarità del nostro lungomare che unisce visivamente l’Etna con il mare Ionio, nel contesto della roccia lavica delle antiche eruzioni del nostro Vulcano diverrà simbolo di un uomo, un artista che ha interpretato magnificamente i valori della natura travalicando i confini della Sicilia e dell’Italia per la sua innata capacità di cogliere i sentimenti più profondi dell’umanità. La grande emozione che ha suscitato in tutta l’Italia la morte di Franco Battiato - ha aggiunto il primo cittadino di Catania - ci ha convinti che per ricordare una personalità che ha segnato i sentimenti di generazioni di cittadini, era necessario intestargli un luogo che ne ricordasse la grandezza artistica e di innamorato della nostra città, che per il suo straordinario talento lo aveva adottato da fin giovanissimo", ha spiegato il sindaco.

 

"Franco Battiato esprimeva il genio italiano, senza omologazioni e da uomo e da artista di profonda cultura che amava e conosceva la propria terra. Quelli di Battiato erano i testi di un poeta e le sue note quelle di un rivoluzionario della musica, non solo del pop, ma ben oltre gli schemi dei generi. Era un maestro, e come tale aveva l’immenso dono di creare bellezza. Un brano per tutti voglio ricordare: Povera Patria. Solo Battiato poteva parlare della nostra Italia senza retorica e senza sconti, pur chiamando il proprio Paese come è giusto chiamarlo, Patria, senza perdere mai lo spirito critico e la speranza al tempo stesso", ha ricordato Versace.