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400 kg di cocaina scoperti a Gioia Tauro

Christian Campigli
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Un mercato che sposta miliardi di euro. Che coinvolge migliaia di persone e che non sembra conoscere nessun tipo di crisi o di flessione. Il business della droga resta un settore florido e, se possibile, in crescita. Un'attività illegale contro la quale le forze di polizia in campo non sempre sono adeguate. Ma che, come nel caso di ieri sera, riescono talvolta ad assestare ganci da knockout assai significativi. Gli agenti della guardia di finanza del comando provinciale di Reggio Calabria, in collaborazione con la polizia del Kosovo e dell'Albania, hanno scoperto un traffico internazionale di cocaina e hanno sequestrato oltre quattrocento chilogrammi di polvere bianca che si trovava all’interno di un container, proveniente dal Sudamerica, imbarcato al porto di Santos, in Brasile e transitato per lo scalo di Gioia Tauro.

La direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha disposto l'esecuzione di una “consegna controllata”, cioè ha lasciato che il traffico giungesse fino all'ultima tappa. Fermate venticinque persone, cinque delle quali arrestate. Prima di arrivare a Durazzo, in Albania, dove il container è stato caricato su un camion diretto ad un'azienda di Lijan, a Gioia Tauro, le fiamme gialle e i funzionari dell'agenzia delle dogane, attraverso la scansione radiogena, erano riusciti a scoprire i panetti. L'operazione è stata coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri, dall'aggiunto Gaetano Paci e dal sostituto Francesco Ponzetta. Grazie anche a un gps (il sistema di posizionamento globale) agganciato al container, gli investigatori sono riusciti a ricostruire il percorso. Il blitz è scattato nei Balcani ieri sera quando la guardia di finanza, la polizia albanese e quella kosovara, hanno fermato il camion e sequestrato quattrocento panetti, di un chilo l'uno, di cocaina purissima. La droga era nascosta in scatole che avrebbero dovuto contenere solo della carne di pollo. Gli uomini in divisa hanno così fermato venticinque persone tra operai, impiegati ed autisti dell'azienda destinataria, la società "Mc Food" con sede a Kavaja, in Albania, e Lipja, in Kosovo.

Sette fermati, inoltre, sono stati arrestati per traffico internazionale di stupefacenti. Tra questi c'è l'autista del camion che, una volta interrogato, è caduto dalle nuvole, sostenendo di non essere a conoscenza della presenza di droga nel suo tir. Al dettaglio sulle piazze di spaccio europeo, la cocaina sequestrata avrebbe fruttato al gruppo criminale oltre cento milioni di euro. Secondo uno studio dell'osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, l'uso della cocaina è in costante aumento nel nostro paese, anche tra i minorenni e si sta diffondendo in modo sistematico nell'Europa dell'Est, dove in precedenza era poco usata. Il prezzo varia tra le venti euro al grammo fino a toccare le centotrenta euro circa, in base alla purezza della sostanza. Le organizzazioni criminali, che gestiscono questo business, “tagliano” in modo differente la coca in base alla propria clientela. Soldi che poi vengono ripuliti e rinvestiti in attività apparentemente lecite, in imprese edili come in ristoranti. Un mercato che non solo avvelena i nostri figli, ma rende impossibile la libera concorrenza. E causa danni inimmaginabili alla nostra economia.