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Noemi Durini uccisa dal fidanzato, raccolta firma lanciata dalla mamma per sventare l'archiviazione

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Una petizione per sventare l'archiviazione e chiedere che proseguano le indagini a carico dei genitori di Lucio Marzo, assassino reo confesso dell'omicidio della sua fidanzata Noemi Durini avvenuto nel settembre del 2017. La raccolta firme l'ha raccolta Imma Rizzo, mamma della vittima che quando venne assassinata aveva 16 anni, in collaborazione con l'associazione Antigone.

 

 

La missione di questa petizione è quella di raccogliere almeno 5mila firme  da inviare poi alla Procura di Lecce e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La campagna di sensibilizzazione arriva proprio mentre pende dinanzi alla gip di Lecce Alessandra Sermarini la richiesta di archiviazione sui due coniugi, in seguito alla nuova opposizione avanzata dalla mamma di Noemi. "I quesiti rimasti senza riposta sono ancora tanti in questa vicenda. La mia non è semplicemente la richiesta di giustizia di una mamma. Ci sono una serie di elementi che abbiamo portato all’attenzione del giudice che fanno pensare concretamente che Lucio non possa aver fatto tutto da solo" dice la mamma. Il sospetto della donna è "che i genitori - dell'assassino - lo abbiano aiutato ad occultare il cadavere. Io non mi rassegnerò fino a quando non si arriverà a scoprire tutta la verità sulla morte di mia figlia" ha aggiunto. 

 

 

Lucio Marzo, vent'anni adesso,  è stato condannato col rito abbreviato a 18 anni e 8 mesi di reclusione per l’omicidio, compiuto quand’era 17enne quando dopo aver ucciso Noemi la seppellì sotto un cumulo di pietre in una campagna di Castrignano del Capo. I genitori del ragazzo un mese fa sono stati condannati, con l'accusa di diffamazione aggravata e continuata a mezzo stampa, a un anno e a sei mesi di reclusione, con pena sospesa.