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Vaccino, morte sospetta con Johnson&Johnson. Inchiesta a Biella

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Una nuova morte sospetta dopo il vaccino anti Covid. E questa volta a finire sotto la lente è il siero monodose Johnson&Johnson. Secondo quanto riferisce il quotidiano Il Tempo (clicca qui) la Procura di Biella ha aperto un fascicolo per fare luce sul decesso di un uomo avvenuto poco dopo aver ricevuto la dose. La morte è arrivata ieri, sabato 15 maggio, a quattro giorni di distanza dall'iniezione.

Per fare completa luce sul fatto la Procura ha disposto l'autopsia sul corpo della vittima, un 61enne di Vallemosso. Un atto in qualche modo dovuto dopo che i familiari dell'uomo deceduto si sono rivolti ai carabinieri chiedendo di indagare su quanto è avvenuto. Sarà l'esame autoptico, nel caso, a stabilire se c'è un nesso tra il decesso e il vaccino che era stato somministrato alla vittima. Sempre in provincia di Biella nelle settimane scorse c'erano state altre due morti sospette legate per i quali si era pensato a un legame con i sieri anti Covid. Ma i successivi accertamenti hanno escluso ogni legame tra le morti e i vaccini.

 

Intanto i dati provenienti dal primo studio nazionale sull'impatto della vaccinazione anti Covid-19 a cura dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute sono ottimi. A partire dai 35 giorni dall'inizio del ciclo vaccinale si osserva una riduzione dell'80% delle infezioni, del 90% dei ricoveri e del 95% dei decessi. Questi effetti - viene specificato - sono simili sia negli uomini che nelle donne e in persone di diverse fasce di età. Numeri che, spiega il presidente dell'Iss, Silvio Bursaferro, "confermano l'efficacia delle vaccinazioni e della campagna vaccinale, e la necessità di raggiungere presto alte coperture in tutta la popolazione per uscire dall'emergenza grazie a questo strumento fondamentale". Il report parte dal 27 dicembre 2020 (giorno di avvio della campagna vaccinale in Italia) al 3 maggio 2021, relativi a 13,7 milioni di persone vaccinate. Dai dati emerge che il 95% delle persone vaccinate con Comirnaty (Pfizer) o Moderna ha completato il ciclo vaccinale, ricevendo due dosi nei tempi indicati dal calendario vaccinale, mentre per il vaccino AstraZeneca nessuna delle persone incluse nello studio aveva ricevuto il ciclo completo.