Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Razzo cinese, caduta libera sulla Terra: "possibili frammenti in Italia". Il giorno dell'allerta, riunione in Protezione civile

  • a
  • a
  • a

Razzo cinese in caduta libera sulla Terra. Non c'è da preoccuparsi ma gli esperti italiani si sono riuniti ieri sera presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile. Si è trattato del primo incontro del tavolo tecnico che seguirà le operazioni di rientro incontrollato in atmosfera del secondo stadio del lanciatore PRC CZ5B.

 

 

 

Alla riunione, che si è svolta in video collegamento, oltre all’Asi (Agenzia Spaziale Italiana), ha partecipato un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del Ministero dell’Interno - Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa - Coi e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni. Sulla base degli ultimi dati forniti dall’Agenzia Spaziale Italiana, al momento la previsione di rientro sulla terra è fissata per domenica 9 maggio, con un’ampia finestra di incertezza. Non è quindi ancora possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio. Il razzo cinese Long March, in caduta incontrollata sulla Terra, crea quindi apprensione anche l'Italia, nonostante Pechino ora giuri che non c'è alcun rischio che i detriti facciano danni perché probabilmente precipiteranno in acque internazionali. 

 

La riunione di ieri sera è stata quindi fatta per prudenza. Come accaduto nel 2018 per la stazione spaziale cinese Tiangong-1, rientrata dallo spazio fuori controllo e precipitata nell'Oceano Pacifico, c'è il rischio che un enorme pezzo di spazzatura spaziale possa schiantarsi su aree abitate, comprese quelle dell'Italia Centrale e Meridionale. Stiamo parlando dello stadio centrale del razzo cinese Long March 5b (Lunga Marcia) che alcuni giorni addietro ha portato in orbita con successo il primo modulo (chiamato Tianhe) della nuova stazione spaziale della Cina. La componente in caduta libera ha un peso stimato di oltre 20 tonnellate e una lunghezza di una trentina di metri, dunque si tratta di uno dei detriti spaziali più imponenti in rientro incontrollato verso la superficie terrestre. Gli esperti, sulla base dell'orbita dell'oggetto che viaggia a 7 chilometri al secondo, hanno stimato che cadrà in un punto non definito tra i 41,5° di latitudine nord e i 45,1° di latitudine sud, un grande fascia che abbraccia anche diversi Paesi dell'Europa Meridionale come appunto l'Italia, il Portogallo, la Grecia e la Spagna.