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Napoli, Ylenia uccisa e data alle fiamme: è emergenza femminicidi

Christian Campigli
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Un omicidio raccapricciante. Accoltellata e poi carbonizzata nella casa data alla fiamme per depistare gli inquirenti. C'è una possibile svolta nelle indagini per la morte di Ylenia Lombardo, la giovane donna uccisa nel tardo pomeriggio di ieri in una abitazione di via Ferdinando Scala, a San Paolo Belsito, in provincia di Napoli. I carabinieri che indagano sull'accaduto hanno fermato questa mattina un uomo: si tratta di un 36enne, nei confronti del quale è stato eseguito un decreto di fermo emesso dal pubblico ministero della procura di Nola.

 

 

Ylenia, sposata e con una bambina di quattro anni, affidata alle cure dei nonni materni che vivono a Viterbo, era disoccupata ma saltuariamente riusciva a lavorare come badante per potersi pagare le spese di casa. La 33enne, originaria di Pago di Vallo di Lauro, aveva preso in affitto un alloggio, nel quale viveva da sola e dove è stata uccisa dall'assassino prima di essere avvolta dalle fiamme.

Il 36enne fermato è residente nella stessa cittadina della vittima e da quanto emerge dalle indagini dei carabinieri conosceva Ylenia. A casa dell'uomo sono stati trovati abiti sporchi di sangue. Il giovane è stato individuato grazie alle testimonianze di alcuni cittadini e alle telecamere di videosorveglianza della zona. Secondo le prime indiscrezioni, all'origine del tremendo episodio, ci sarebbe un'attrazione non ricambiata.

A dare l’allarme un gruppo di ragazzi della zona, che hanno visto del fumo uscire dalle finestre dell'abitazione e hanno subito sfondato la porta e chiamato gli uomini in divisa. Due vicini sono arrivati fino alla porta e hanno notato il corpo senza vita di Ylenia. La scena che hanno trovato di fronte ai propri occhi i militari è stata davvero orrenda: un corpo carbonizzato nella quasi totalità, solo le gambe sono state risparmiate dalle fiamme. Nella case le tracce di sangue, nonostante il fuoco, erano ben visibili. Una prova tangibile di violenza.

 

 

Gli investigatori, pur non escludendo nessuna pista, si sono da subito concentrati su quello che appariva come l'ennesimo femminicidio. Una bella ragazza, sola, lontana da casa sarà stata certamente notata da qualche coetaneo della zona. Nulla di strano, se non fosse che questo uomo, di fronte ad un no secco di Ylenia, avrebbe perso il senno. E avrebbe strappato una giovane madre dalle braccia del proprio figlio. Un gesto ignobile, che ovviamente andrà chiarito e che, al momento, rappresenta solo una ipotesi  investigativa (seppur piuttosto avanzata). Di sicuro, in questa terribile vicenda, c'è la violenza che, ancora una volta, deve subito una donna. Un problema che, nel nostro paese, sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza. Basti pensare che secondo i dati diffusi dall'Eures, in Italia, nei primi dieci mesi del 2020 si contano 81 femminicidi (85 dello stesso periodo del 2019). Sommando anche i dati degli omicidi di donne legati alla criminalità comune o a contesti di vicinato, le vittime salgono a 91, una ogni tre giorni. Omicidi che, nella stragrande maggioranza dei casi, avvengono tra le mura domestiche. Compiuti da innamorati respinti, fidanzati delusi o mariti separati. Persone che non hanno capito che amore e violenza sono due concetti antitetici.