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Denise Pipitone, "caduta in un pozzo". Ex pm Angioni e la frase all'inizio delle indagini

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Si riaccendono i riflettori sul caso di Denise Pipitone. Quella di ieri, mercoledì 5 maggio, è stata una giornata chiave per l'indagine che è ripartita con una manifestazione di solidarietà a Mazara del Vallo. Poco prima c'era stata una ispezione nella ex casa di Anna Corona.

In prima serata la puntata di ieri di “Chi l’ha visto?” si è aperta con il collegamento da Mazara del Vallo con i genitori di Denise, Piera Maggio e Piero Pulizzi, il legale Giacomo Frazzitta, il sindaco e il vescovo di Mazara che hanno lanciato appelli per il ritrovamento della bimba scomparsa dalla cittadina in provincia di Trapani nel 2004.

 

 

Il programma si è soffermato sui sopralluoghi che si sono tenuti ieri nell’ex abitazione di Anna Corona, dove è stata trovata una botola in garage, che consente l’accesso alle cisterne con le riserve d’acqua.

Maria Angioni, oggi giudice del lavoro a Sassari, che da magistrato si occupò a suo tempo della scomparsa di Denise, compare poi in una intervista della trasmissione e fa una citazione proprio relativa a un pozzo. Afferma infatti che qualcuno della polizia giudiziaria la accusò di cercare le luci della ribalta, ma invece “tutto questo lavoro per una bambina caduta in un pozzo”. Angioni ha anche raccontato alcuni dettagli delle indagini: i bambini della zona parlarono di un’automobile, che nei giorni precedenti alla scomparsa di Denise si palesò più volte nel quartiere in cui la piccola abitava.

 

 


Angioni è inoltre fiduciosa che Denise possa essere ritrovata e spiega che l’errore degli inquirenti nel non perquisire la casa di Anna Corona nel giorno della scomparsa è stato un “peccato veniale”, ma il magistrato si domanda anche riferendosi ad Anna Corona: "Perché la donna non ha detto che non era casa sua?"

Il garage della vecchia casa di Anna Corona, per la cronaca, non è stato posto sotto sequestro e Piero Pulizzi, che in quello stabile ha abitato, ha raccontato di non ricordare nessuna botola, ma anche che il garage era molto grande e vi erano parcheggiate sempre diverse automobili. “Mi auguro che le indagini proseguano - ha commentato l’avvocato Giacomo Frazzitta - e che siano più riservate di quanto avvenuto oggi. Credo che il muro di omertà inizi a sgretolarsi”. E in questo senso si è espresso anche il vescovo di Mazara del Vallo.