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DiMartedì, l'ematologo Bellavite sul vaccino: "Ha ragione chi ha paura. Siamo nella fase di sperimentazione, finirà nel 2022"

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"Gli italiani che hanno paura dei vaccini in un certo senso hanno ragione". Lo ha dichiarato il professor Paolo Bellavite dell'Università di Verona durante la puntata di DiMartedì del 4 maggio. Intervenendo al talk condotto da Giovanni Floris, l'ematologo, autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche, ha spiegato in maniera netta che "la paura c'è e i cittadini hanno ragione in un certo senso. Il punto fondamentale è che non abbiamo molte certezze, su quella che è la vera relazione tra un beneficio, che è molto evidente e cioè avere protezione, e il rischio. Il discorso beneficio-rischio viene affrontato in maniera piuttosto superficiale".

Il professore ha spiegato che a suo avviso dal punto di vista dei rischi "siamo ancora in una vera e propria sperimentazione. Le sperimentazioni, quelle di fase 2 e 3 finiranno nel 2022". Bellavite ha aggiunto che la sperimentazione di fase 4 "è in piena attività ma viene fatta anche male. I dati che ci vengono riferiti per quanto riguarda l'incidenza degli effetti avversi, non sono affidabili perché basati tutti sulla cosiddetta sorveglianza passiva. Ovvero: viene segnalato un caso di reazioni avverse soltanto se viene preso in mano da qualcuno che si occupa proprio di farlo. Noi sappiamo per certo che è un modo inefficace".

Il professore non si tira indietro e pone un esempio chiaro: "Nell'ultimo rapporto dell'Aifa si parla di quaranta casi gravi di reazioni avverse ogni 100mila dosi iniettate. In realtà negli studi di sorveglianza attiva che sono stati effettuati in fase sperimentale e stanno uscendo ora in fase osservazionale, il dato è del 4% di reazioni gravi dopo la dose di vaccino, cioè 4mila su 100mila. Quindi non 40 su 100mila, ma 4mila su 100mila". Floris diretto: lei consiglierebbe di vaccinarsi a un ottantenne e a un quarantenne? La replica di Bellavite: "A un ottantenne direi di sì, mia mamma che ne ha 94 si è vaccinata. Sono persone a rischio, ma il rischio è più ampio anche dal punto di vista vaccinale. Del resto i casi più gravi di reazione dopo il vaccino sono nelle persone più anziane alle prese con altre patologie. Per quanto riguarda le persone sotto i cinquant'anni dipende molto da che mestiere fanno e se sono portatorici di altre patologie". A suo avviso la cosa più importante è "che si possa avere una valutazione libera da parte del medico curante, senza pressioni e senza condizionamenti".