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Denise Pipitone, "50 mila dollari per chi dà informazioni". Una taglia per la svolta

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Il caso Denise Pipitone è ritornato alla ribalta 17 anni dopo. E si cerca, in maniera insiste, la verità sulla bambina scomparsa dalla Sicilia. Adesso spunta anche una ricompensa importante per chi fornisce informazioni. Una ricompensa di 50 mila dollari per chiunque riesca a dare notizie utili sul caso della bambina di Mazara del Vallo (provincia di Trapani), della quale non si hanno più notizie dal  primo settembre 2004. Antonino (Tony) Di Piazza, mette una sorta di taglia per venire a capo di una vicenda che necessità di una svolta. Lui è un imprenditore italoamericano e consigliere del Palermo calcio. Intervenuta nel corso di Mattino Cinque, Piera Maggio, madre di Denise, ha espresso tutta la propria gratitudine nei confronti dell'uomo. 

 

 

 

 

Raggiunta telefonicamente, Piera Maggio ha commentato la proposta dell'imprenditore italoamericano. "È sicuramente una persona molto sensibile. Questa situazione l'avrà toccato così tanto da rendersi disponibile. Sicuramente non è indifferente, anche nei primi anni dopo la scomparsa di Denise ci sono stati dei benefattori che hanno messo a disposizione qualche somma per fare sì che qualcuno parlasse e dicesse la verità. Non chiamiamola taglia, diciamo più una ricompensa", ha affermato. Il concetto non cambia.

Piera Maggio ha continuato: "Con questa proposta, chi lo sa, magari chi ha avuto un tentennamento si può rafforzare ancora di più, e con questa ricompensa può fornire maggiori dettagli su cose che sa".

 

 

Frattanto la procura di Marsala ha riaperto le indagini. "Quello che chiedo in tutta questa vicenda è verità e giustizia per Denise, perché non si può far sparire una bambina così e farla franca", ha affermato la madre della piccola.

"Un tifoso del Palermo mi ha contattato l’altro giorno per chiedermi se avessi potuto mettere nella mia bacheca Facebook un annuncio in merito alla scomparsa della piccola Denise Pipitone", ha detto Tony Di Piazza, come riferisce Mediagol.it. "E' un caso che io seguo dalle origini. L’idea è quella di avere da persone informazioni utili, per mettere la parola fine a questa storia. La ricompensa sarebbe di 50mila dollari magari questo potrebbe aiutare a chi sa”. 40 mila euro per aiutare a dare elementi utili ad arrivare a una svolta sul caso.