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Denise Pipitone, la Procura di Marsala riapre le indagini

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Colpo di scena sul caso di Denise Pipitone: la Procura di Marsala riapre l'indagine sulla bambina sparita da Mazara del Vallo l'1 settembre nel 2004. Nelle ultime settimane il caso di Denise è tornato alla ribalta: dalla trasmissione della tv russa con annesso esame del Dna che ha dato l'ennesima speranza poi ritenutasi una pista falsa, alle rivelazioni dell'ex pm Maria Angioni che all'epoca indagò sul caso. I magistrati cercheranno di capire se ci sono stati errori nell'inchiesta o qualsiasi tipo di depistaggio.

 

 

Fra i primi atti del nuovo fascicolo c’è stata l’audizione dell’ex pm Maria Angioni che indagò sulla scomparsa della piccola Denise. Nei giorni scorsi l’ex pm ha dichiarato di avere avuto il sospetto di fughe di notizie sull’inchiesta e in particolare che le persone intercettate sapessero di avere i telefoni intercettati. "Sono passati 17 anni, speriamo che tutto possa avere una fine a breve soprattutto con la verità" dice Piera Maggio, mamma di Denise.

 

 

Mercoledì 5 maggio nel cuore della città di Mazara del Vallo i cittadini si mobiliteranno per una manifestazione a sostengo della libertà per Denise. "Una figlia della città, non accettiamo che il caso resti irrisolto. Chi sa parli" dice il sindaco Salvatore Quinci. L'avvocato Giacomo Frazzitta collegato nella trasmissione Ore 14 di Rai2: "La popolazione ci aiuta a trovare la verità". Tra le cose più strane di questo giallo il fatto che tutte le persone indagate improvvisamente hanno smesso di parlarsi tra di loro. Così come la vicenda Anna Corona e il telefono usato per sfuggire alle intercettazioni. Per la criminologa Roberta Bruzzone potrebbe essere proprio questo il punto di partenza della nuova indagine: "Questa è una circostanza che deve essere assolutamente chiarita: perché riceveva tre squillini al giorno per un anno? Immagino la rabbia della signora Piera e dell'avvocato Frazzitta."