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Ciro Grillo, la presunta vittima già violentata all'interno di una tenda in Norvegia

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Un nuovo colpo di scena nell'inchiesta sul presunto stupro della ragazza italo-norvegese avvenuto la notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019 e per il quale è indagato, insieme a tre amici, Ciro Grillo.

La ragazza che ha denunciato la violenza sessuale di gruppo sarebbe stata già vittima di uno stupro avvenuto in precedenza in Norvergia, paese d'origine del padre. Il fatto sarebbe emerso dai verbali degli interrogatori dell'inchiesta come riferisce il quotidiano La Verità. Quando nel luglio del 2019 la giovane denunciò la presunta violenza sessuale subita in Sardegna non fece cenno di questo precedente episodio che, tuttavia, sarebbe venuto alla luce, per caso, quando sono state ascoltate le persone vicine alla presunta vittima.
Un'amica che aveva raccolto le sue confidenze, sentita dagli inquirenti, parlò di quanto le era stato raccontato dalla giovane rispetto a quella brutta esperienza in Norvegia. Una dichiarazione che ha in qualche modo spiazzato anche gli inquirenti. A quel punto la ragazza italo-norvegese, risentita, ha parlato di quanto avvenuto nel paese di origine del padre dentro una tenda. Mentre dormiva si sarebbe svegliata mentre un ragazzo stava abusando di lei.

 

Anche l'amica presente nella villa in Sardegna, che per gli inquirenti sarebbe stata a sua volta vittima di violenze sessuali da parte di Ciro Grillo e gli amici, ha confermato. Anche a lei era stata raccontata quella storia della presunta violenza in Sardegna. Tuttavia in quel caso non aveva presentato alcuna denunciato. La Verità poi pone degli interrogativi anche sulla strategia difensiva decisa dagli indagati. Si sono fatti interrogare nel 2019 senza conoscere le carte ed hanno iniziato le indagini difensive solo nel 2019. O si sentono innocenti o, si domanda il quotidiano, era stata promessa un'indagine senza scossoni. Anche la reazione di Beppe Grillo, con l'ormai famoso video nel quale difende il figlio, viene interpretato come un cambio repentino della strategia difensiva fino ad allora contraddistinta dal massimo riserbo.