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Terrorismo, si è costituito in Francia anche Raffaele Ventura. In fuga solo Maurizio Di Marzio

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Terrorismo, si è costituito Raffaele Ventura, uno dei tre ex terroristi rossi sfuggiti agli arresti di ieri, mercoledì 28 aprile, in Francia. Si è costituito questa mattina, giovedì 29 aprile, alla giustizia francese. Ventura, appartenente alla organizzazione eversiva Formazioni comuniste combattenti, dal 31 gennaio 1986, ha acquisito la cittadinanza francese confermata il 14 agosto 1986 dal ministero degli Affari sociali transalpino. Deve espiare la pena di 24 anni e 4 mesi di reclusione per l'omicidio del brigadiere Antonio Custra, banda armata, rapine, detenzione e porto illegale di armi, poiché colpito da ordine di carcerazione, emesso il 16 febbraio dalla procura generale della Repubblica di Milano.

Stamane, poco prima di Ventura, si era costituito Luigi Bergamin. Dei dieci ex terroristi di sinistra colpiti da mandati di cattura resta quindi latitante soltanto Maurizio Di Marzio. A finire in manette cinque ex membri delle Brigate Rosse: Giovanni Alimonti, che deve scontare una pena di 11 anni, 6 masi e 9 giorni; Enzo Calvitti, condannato a 18 anni, 7 mesi e 25 giorni; Roberta Cappelli, condannata all'ergastolo come gli altri due fermati, Marina Petrella e Sergio Tornaghi. Arrestato anche Giorgio Pietrostefani, fondatore di Lotta Continua, che deve scontare 14 anni, 2 mesi e 11 giorni come mandante dell'omicidio Calabresi, e Narciso Manenti, ex Nuclei Armati Contropotere Territoriale, condannato all'ergastolo.

 

"Mi sorprende un po' che Giovanni Ventura si sia reso ancora latitante perché negli anni aveva dimostrato il suo distacco e la sua riflessione dagli eventi di quegli anni e si era reinserito nella società francese. Era uno dei responsabili dell'autonomia milanese ma non ha mai commesso agguati è accusato di reati commessi nella manifestazione" del 14 maggio 1977 durante la quale era responsabile del servizio d'ordine e in uno scontro a fuoco è stato ucciso il vice brigadiere Antonio Custra", aveva detto il giudice Guido Salvini che si era occupato dell'omicidio Custra.