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Brigate rosse, chi sono i 7 terroristi arrestati in Francia. Ecco per cosa sono stati condannati

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Vecchie fotografie in bianco e nero che riemergono da un passato fatto di omicidi politici e terrore. L'Italia si ritrova a fare i conti con il fantasma del terrorismo rosso grazie all'arresto in Francia di 7 ex terroristi delle Brigate rosse e di altre formazioni. Altri tre sono in fuga. Sono stati arrestati dalle autorità francesi, su richiesta dell'Italia, Marina Petrella, Giovanni Alimonti, Enzo Colavitti, Roberta Cappelli, Giorgio Pietrostefani, Sergio Tornaghi e Narciso Manenti. Sono invece fuggiti prima dell'arresto Raffaele Ventura, Maurizio Di Marzio e Luigi Bergamin.

 

 

 

Ma di cosa sono accusati i terroristi che hanno ritrovato rifugio tutti questi anni in Francia? L'AdnKronos ne ha fornito i profili. Il nome più noto è sicuramente quello di Giorgio Pietrostefani. Militante di Lotta Continua, Pietrostefani è stato colpito da un ordine di esecuzione pena emesso il 15 luglio del 2008 dalla procura generale di Milano per espiare 14 anni, 2 mesi e 11 giorni di reclusione per l’omicidio del Commissario Luigi Calabresi, avvenuto a Milano il 17 maggio del 1972 (con lui furono condannati Adriano Sofri e Ovidio Bompressi). Fuggì in Francia nel 2000 dopo la condanna. Nel 2016 ha subito un trapianto di fegato a causa di un tumore epatico e ha subito poi numerose operazioni e cure. 

 

 

Narciso Manenti. appartenente ai Nuclei Armati Contropotere Territoriale, deve scontare l'ergastolo per l'omicidio aggravato dell'appuntato dei carabinieri Giuseppe Gurrieri, perpetrato a Bergamo il 13 marzo del 1979, oltre che 2 anni e mesi 6 di reclusione per ricettazione e detenzione e porto abusivo di armi ed 3 anni e 6 mesi per associazione sovversiva e partecipazione a banda armata. Nel 1985 l’ex Br si è con la cittadina francese Christine André Marie Hayotte.

Roberta Cappelli, nome di battaglia Silvia,  deve scontare l’ergastolo con un anno di isolamento diurno per associazione con finalità di terrorismo, concorso in rapina aggravata, concorso in omicidio aggravato, attentato all'incolumità. Risulta responsabile degli omicidi del Generale dei carabinieri Enrico Galvaligi (avvenuto a Roma il 31 dicembre del 1980), dell'Agente di polizia Michele Granato (consumato a Roma il 9 novembre del 1979), del vicequestore Sebastiano Vinci (avvenuto a Roma il 19 giugno del 1981). Cappelli risulta responsabile anche dei ferimenti del dottor Domenico Gallucci (avvenuto a Roma il 17 maggio del 1980) e del vicequestore Nicola Simone (consumato a Roma il 6 gennaio 1982). L’ex brigatista (che oggi fa l’architetto), e con lei l'ex marito Enrico Villimburgo, sono stati entrambi membri di spicco della colonna romana delle Br.

 

 

Enzo Calvitti, uno dei capi della colonna romana della Br, deve espiare 18 anni, 7 mesi e 25 giorni di reclusione, nonché la misura di sicurezza della libertà vigilata per 4 anni per associazione sovversiva, banda armata, associazione con finalità di terrorismo, ricettazione di armi, come da sentenza del 6 marzo 1992 emessa dalla Corte d'Assise d'Appello di Roma, divenuta esecutiva dal 19 settembre 1992. Condannato a 21 anni per tentato omicidio di un funzionario di polizia, sotto di lui, insieme alla moglie Anna Mutini, nasce nel Nord Italia "Seconda posizione", il movimento emerso in seguito alla frattura all’interno delle Br avvenuta dopo l'omicidio Moro.

Sergio Tornaghi deve scontare l’ergastolo per partecipazione a banda armata, propaganda ed apologia sovversiva, nonché pubblica istigazione, attentato per finalità di terrorismo e di eversione, detenzione e porto illegale di armi e violenza privata. Tra i reati per i quali è stato condannato c’è anche l'omicidio del Direttore Generale della "Ercole Marelli" Renato Briano (avvenuto il 12 novembre del 1980). La primula rossa Tornaghi, oggi 62enne, ex esponente della colonna milanese "Walter Alasia" delle Br, è stato condannato all’ergastolo anche per l'omicidio del maresciallo Francesco di Cataldo.

Marina Petrella, nome di battaglia Virginia, deve scontare l'ergastolo. E' stata condannata per l'omicidio del Generale dei carabinieri Enrico Galvaligi (avvenuto a Roma il 31 dicembre del 1980), per il sequestro del Giudice Giovanni D'Urso (sempre a Roma il 12 dicembre dello stesso anno), l'attentato al vicequestore Nicola Simone (ancora a Roma il 6 gennaio del 1982), il sequestro dell'assessore regionale campano della Dc Ciro Cirillo (avvenuto a Torre del Greco il 27 aprile del 1981) e l'uccisione dei due operatori di scorta. Nel 2008 l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy fermò la sua estradizione in Italia per "ragioni umanitarie" (in quel momento era ricoverata in gravi condizioni fisiche e psichiche).