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Le Iene, il figlio di Grillo accusato di stupro. Rocco Casalino: "Non avrei mai fatto quel video"

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"Non avrei mai fatto quel video". Rocco Casalino, ex portavoce del Movimento 5 Stelle e del governo Conte è stato intercettato da Le Iene che non si sono lasciate sfuggire l'occasione di chiedergli un'opinione sul tema del momento. Ossia il filmato che Beppe Grillo ha pubblicato qualche giorno fa per difendere il figlio Ciro accusato di stupro ai danni di una ragazza italo svedese insieme ad altri tre amici. 

 

Il servizio di Roberta Rei e Marco Occhipinti  è andato in onda su Italia 1 nella puntata di martedì 27 aprile. Ma perché Grillo è uscito all'improvviso con un video che sta generando tante critiche? Ci si chiede durante il servizio. "Una fonte autorevole all'interno del Movimento 5 Stelle - dice Roberta Rei - ci ha confidato il sospetto che Beppe Grillo possa aver subito pressioni legate alla vicenda del figlio, pressioni che avrebbero potuto condizionare la sua scelta politica". poi nel servizio si ricorda che anche Paolo Mieli e Gad Lerner hanno parlato di questa ipotesi. "E' lo sfogo di un uomo che si è sentito sotto ricatto per un anno e mezzo", ha detto Lerner.

 

Rocco Casalino tuttavia ha smorzato queste ipotesi: "Credo che le ragioni del video siano da comprendere nell'istinto naturale di un padre nel proteggere il figlio. Non credo in nessun'altra dietrologia. E' stato istintivo, era molto di pancia quel video. Ovviamente non condivido le cose dette, io non avrei detto quelle cose. Il Movimento ha preso una posizione chiara differenziandosi dalla posizione di grillo, sul tema delle donne, sul tema della giustizia, sull'indipendenza della magistratura. Succede a qualunque essere umano di essere coinvolto sentimentalmente in una vicenda e in quel momento di può perdere razionalità". "Se lo vedi quel video si vede che non è razionale", prosegue Casalino. Rispetto all'avvocato Giulia Bongiorno che difende la presunta vittima e che è anche esponente della Lega Casalino segue la linea di alcuni esponenti del Movimento: "E' un tema, è un intreccio che andrebbe evitato"