Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Denise Pipitone, "nuovi documenti inediti". A Chi l'ha visto? altre rivelazioni

  • a
  • a
  • a

Caso Denise Pipitone. Una vicenda ancora oscura, sulla quale continuerà ad indagare ’Chi l’ha visto?’ in onda domani, mercoledì 28 aprile alle 21.20 su Rai3, con Federica Sciarelli, attraverso nuovi documenti inediti. 

"La nostra più grande solidarietà a Piera Maggio, ma non siamo noi che rubiamo i bambini". commenta intanto Gennaro Spinelli, il presidente dell’UCRI, l’Unione delle Comunità Romanès in Italia, sul presunto coinvolgimento nel caso Denise Pipitone. Caso che dopo 17 anni torna prepotentemente sotto i riflettori.

 

 

"Questa vicenda è caratterizzata da un mucchio di bugie sin dall’inizio, una serie di bugie che continuano a permanere nel tempo perché è evidente che ci sono delle discrasie. Quello che in tutta questa vicenda si è potuto notare è che ci sono troppe lacune, coincidenze, depistaggi, non si è capito veramente più nulla poi con l’andare del tempo. Le cose anziché migliorare sono peggiorate ancor di più, aveva detto Piera Maggio, madre di Denise 
Pipitone
, intervenuta a ’Chi L’ha Visto? su Rai3 la scorsa settimana. Dopo la vicenda russa "si è aperto il vaso di pandora" ha aggiunto. "Si spera che con il tempo e l’aumento delle tecnologie si possano ripulire" le intercettazioni fatte alla sorellastra di Denise, Jessica Pulizzi, accusata di aver rapito la bambina e poi assolta anche in Cassazione.

In precedenza, a Quarto Grado - nella puntata in onda ieri, venerdì 16 aprile, su Retequattro -era andata in onda un’intervista a Piera Maggio, la mamma di Denise  Pipitone, la bambina di Mazara del Vallo scomparsa il 1° settembre 2004 all’età di quattro anni. Su un video dell’ottobre 2004, fatto da una guardia giurata a Milano, si vede una bambina con una famiglia rom che parla in italiano e sembra avere un accento siciliano, come confermato da un esperto audio. "È molto interessante. La cadenza del video era usuale a quella di Denise: è verosimile che sia corretta la deduzione dell’esperto che quella bambina sia siciliana. Ho un altro video in cui Denise pronuncia le vocali allo stesso modo. All’epoca, mi aveva colpito molto".

 

 

Quante volte ha visto quel video di Milano? "Mille volte. Poi c’è stato un periodo in cui l’ho dovuto tralasciare, perché c’era stata troppa risonanza mediatica sul fatto che i rom rapissero i bambini. E - voglio specificare - i rom non hanno preso Denise: questo va detto, perché molti fanno confusione. Magari è stata data ai rom successivamente, ma chi ha rapito mia figlia sotto casa sapeva bene quello che stava facendo. E non erano rom".

 Lei pensa che chi ha portato via Denise abbia sfruttato la buona fede di sua figlia? "Lei non era solita andare con chiunque. Determinate persone passavano spesso sotto casa, senza una motivazione precisa. A volte giocava nella veranda, che dava sulla strada. Denise non si fidava mai degli adulti, ma familiarizzava tranquillamente con ragazzi e bambini. Probabilmente aveva già visto la persona che l’ha portata via".

È successo tutto in pochi secondi. I rapinatori stavano aspettando Denise?

"Non lo so se l’aspettavano. Ma chi ha fatto questo aveva intenzione di farlo: non è stata una cosa improvvisata. Lei non stava giocando fuori casa, da sola sul marciapiede. Aveva quattro anni ed era nell’androne, con il cugino e mia mamma. A un certo punto ha rincorso il suo cuginetto e da lì non ha più fatto ritorno a casa. È successo quello che non doveva succedere, perché i bambini non si toccano".

Sono stati fatti degli errori all’inizio delle indagini?

"Ci sono stati errori e lacune, che purtroppo non si possono più recuperare. In questi giorni, una PM che ha lavorato sul caso dall’inizio ha fatto delle dichiarazioni su cosa non sia andato bene. Sono cose che io e l’avvocato sapevamo benissimo e in tutti questi anni le abbiamo sempre dette, ma siamo sempre stati presi sottogamba. Ora qualcun’altro ha fatto prendere una forma più concreta a tutti questi sbagli. Alcuni errori sono stati fatti per negligenza, altri di proposito e altri per incompetenza. Non si può scegliere il luogo dove far succedere le tragedie. E questa cosa è avvenuta in una provincia dove forse non si aspettavano il rapimento di una bambina e magari non c’erano delle persone esperte che sapessero come muoversi".