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Caso Grillo, uno degli indagati di violenza sessuale: "Beppe ha sbagliato, ormai non se ne parlava più. Ma ci voleva dare dei cogl***i"

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"Non è facile separare la forma dal contenuto. Sono convinta che se si videoregistra un filmato per metterlo on line e si guarda prima di pubblicarlo, notando che si contesta una violenza con un metodo violento, occorrerebbe evitare. E credo che così abbia creato un ulteriore problema al figlio". A parlare a Non è l'Arena è la psicoterapeuta Stefania Andreoli che ha dato un pesante giudizio sulla presa di posizione di Beppe Grillo sulla vicenda del figlio Ciro, indagato per una presunta violenza sessuale. Grillo ha fortemente difeso il ragazzo, ma ha duramente criticato il sistema giudiziario italiano. La sua presa di posizione è stata criticata da tutte le persone presenti in studio, da Vittorio Sgarbi a Peter Gomez.  Vittorio Sgarbi durante Non è l'Arena ha sottolineato che negli scorsi mesi ha cercato di affrontare l'argomento nel corso di altre trasmissioni, ma gli è stato impedito, a partire da Lilli Gruber. Sgarbi ha sottolineato che "il governo Conte due è nato proprio per i problemi del figlio di Grillo. Dopo il video lui ormai non è più un uomo pubblico". 

Massimo Giletti ha cercato di ricostruire cosa sarebbe accaduto nella notte della presunta violenza sessuale, a partire dalla conoscenza tra i ragazzi genovesi e le ragazze. Ciro Grillo e gli amici avrebbero portato le giovani nell'appartamento di Beppe e dopo aver continuato a bere, si sarebbero consumate le violenze. Durante la trasmissione Giletti ha mandato in onda le dichiarazioni di uno dei ragazzi che sono indagati, che nega in maniera decisa l'accusa. Sostiene che la giovane abbia bevuto da sola la vodka per sfida e che non sia stata costretta ai rapporti sessuale che comunque ci sono stati con tutti e quattro i maschi, aspetto di cui lei poi si sarebbe pentita. Clicca qui per la prima parte dell'intervista.

Il ragazzo però ha anche criticato la scelta di Beppe Grillo di pubblicare il video del suo duro intervento: "Secondo me non andava fatto. Ormai non se ne parlava più di questa vicenda. E ora è riuscito tutto. Se fossimo stati io e gli altri miei due amici (senza Ciro Grollo, ndr) non conosciuti, non sarebbe successo niente. Secondo me lui nel video voleva specificare come siamo fatti noi, che siamo dei co****ni. E che (gli inquirenti, ndr) stanno anche sbagliando su cosa indagano. Comunque ha detto quello che è successo. La cosa degli otto giorni (trascorsi prima della denuncia, ndr) non doveva dirla, non c'entra quanto ha aspettato la ragazza. Io ho visto il video prima che lo pubblicasse". In pratica anche secondo lui una ragazza può aspettare prima di denunciare, anche se in questo caso, ribadisce, la violenza sessuale non c'è stata. Clicca qui per la seconda parte dell'intervista.