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Turismo e ristoranti, rischio infiltrazioni mafiose: allarme di Coldiretti

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Turismo e ristoranti, preoccupa il rischio di infiltrazioni mafiose nel settore particolarmente colpito dalla crisi. E' l'allarme lanciato da Coldiretti. Una situazione particolarmente preoccupante per filiere indebolite a livello finanziario dal crack di 53 miliardi nel 2020 per il crollo dei vacanzieri nazionali e stranieri.

 

L'analisi di Coldiretti si fonda sulla base dei dati Isnart-Unioncamere in riferimento all’allarme lanciato dalla ricerca realizzata da Demoskopika che attribuisce il fenomeno alla crisi di liquidità causata dalla pandemia. Le infiltrazioni mafiose sono particolarmente preoccupanti nelle attività di ristorazione con la criminalità che, anche grazie all’usura, è arrivata a controllare cinquemila locali secondo il rapporto dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti. "L’agroalimentare è divenuto una delle aree prioritarie di investimento della malavita che ne comprende la strategicità in tempo di crisi perché consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone. Le operazioni delle forze dell’ordine svelano gli interessi delle organizzazioni criminali nel settore agroalimentare ed in modo specifico nella ristorazione nelle sue diverse forme, dai franchising ai locali esclusivi, da bar e trattorie ai ristoranti di lusso e aperibar alla moda fino alle pizzerie", spiega Coldiretti.

 

"Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare" afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nel sottolineare che in questo contesto diventa più urgente l’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti. Inoltre, le chiusure di bar e ristoranti si fanno sentire anche sul fatturato dell’industria alimentare che cala del 2,1 per cento rispetto allo scorso anno, in controtendenza all’aumento generale dello 0,9 per cento. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui dati Istat del fatturato dell’industria a febbraio.