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Open Arms, Salvini a Quarta Repubblica: "Il mio rinvio a giudizio? Rischia meno uno stupratore"

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Matteo Salvini ha rilasciato una lunga intervista a Quarta Repubblica, il talk show di attualità di Nicola Porro, in onda su Rete4. Nella puntata di lunedì 19 aprile, il leader della Lega ha spaziato su più argomenti, dall'accusa di stupro al figlio di Beppe Grillo al piano delle riaperture di Mario Draghi, fino all'inchiesta Open Arms, che ha visto il suo rinvio a giudizio.

 

 

"Mi auguro che il figlio di Beppe Grillo si riveli innocente. La donna è vittima e l’altro deve giustificare, anche se infilare la bottiglia di Vodka nella bocca di qualcuno, quattro contro uno non è il massimo della vita - ha commentato Salvini -. Non mi permetto di commentare il padre da padre. Spero tuttavia che la linea difensiva di questo ragazzo non sia che la ragazza abbia denunciato troppo tardi. Non mi permetto di commentare il padre da padre. Ma sul capo partito, sì - ha aggiunto -. Rischia meno uno stupratore di quanto non rischi io. Mi dà fastidio il vizietto di una certa sinistra che se non vinci le elezioni e gli italiani continuano a dar fiducia a Salvini lo devo bastonare in tribunale su un’accusa assurda. E' palesemente una scelta politica".

 

 

Salvini ha poi proseguito: "Io decine di volte ho difeso la sicurezza del mio Paese. Non da solo. Lo abbiamo fatto tutti insieme, poi al processo solo io. Ripeto, è palesemente un processo politico". E ancora: "Mi sono arrivati tantissimi messaggi di giuristi e magistrati che mi hanno detto di vergognarsi per come suoi colleghi usano la toga per intenti politici. Sono incazzato - ha affermato - perché a processo dovrebbero esserci i trafficanti di essere umani e io rischio più di uno stupratore". Infine l'attacco a Letta: "Io sto al governo con un segretario di partito che fa le foto con chi mi vuole mandare in galera", ha detto.