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Open Arms, Salvini a giudizio: il Comune di Barcellona chiede i danni al leader della Lega

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Il rinvio a giudizio per Matteo Salvini sulla questione Open Arms ha provocato anche conseguenze "collaterali". Il Comune di Barcellona intende infatti chiedere un risarcimento a Matteo Salvini nel processo per il blocco allo sbarco dei migranti dalla Open Arms quando era ministro dell’Interno. A scriverlo è il quotidiano catalano El Periodico, sottolineando che a seguito della decisione della magistratura italiana, il consiglio comunale di Barcellona ha deciso di costituirsi parte civile al processo e di chiedere al leader della Lega un risarcimento "per eventuali danni ai valori e all’immagine di Barcellona causati dalle varie accuse false mosse da Salvini alla città durante il blocco di Open Arms e perché il blocco ha provocato "un aumento dei costi e un rallentamento della missione e delle attività oggetto di finanziamento comunale" dell’Ong.

 

 

Sulla vicenda si è espresso anche il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: "Se Salvini non ha fatto nulla di male non credo abbia nulla da temere, bisogna abbassare i toni e rimetterci alla magistratura. Ognuno si difende nelle sedi opportune", ha detto il presidente della Regione a Stasera Italia su Rete4, rispondendo a una domanda sul rinvio a giudizio del leader della Lega per il caso Open Arms.

 

 

"Purtroppo - ha aggiunto Bonaccini - siamo diventati un paese in cui l’avviso di garanzia, invece di essere strumento a difesa dell’imputato o del possibile imputato, è diventato una clava quasi a marchiare a fuoco qualcuno, indipendentemente se poi verrà condannato o, come spesso accade, assolto. Così come il rinvio a giudizio, mica deve essere un processo, una sentenza di condanna. Da questo punto di vista, io faccio politica da tanti anni e non mi sono mai permesso di usare la clava giudiziaria per colpire gli avversari", ha concluso Bonaccini. "La magistratura, ancora una volta, determina il corso della politica. Un copione visto e rivisto", ha scritto su twitter Vittorio Sgarbi.