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Open Arms, Salvini: "E' un processo politico, ma emergerà la verità. Sopporto cristianamente"

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Dopo la decisione del Gup di Palermo di rinviare a giudizio Matteo Salvini per sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio, il leader della Lega ha parlato ai cronisti che lo attendevano fuori dal carcere dell'Ucciardone, dove si è tenuta l'udienza di questa mattina. "E' un processo politico, più che giudiziario", ha detto Salvini. "Ma sono certo che la verità emergerà al processo, per ora sopporto cristianamente. Gli italiani vedranno chi fa giustizia alla Palamara", ha detto l'ex ministro dell'Interno.

 

"Di certo ad una settimana di distanza sono emerse due decisioni diverse", ha detto Salvini facendo riferimento a quanto avvenuto a Catania. "Sono ancora contento di aver dissequestrato dal Covid milioni di italiani che potranno tornare a fare sport, andare al ristorante al cinema. Passare per un sequestratore proprio no. Mi dispiace soprattutto per i miei figli a cui dovrò dire che il loro papà non finisce domani in galera", ha continuato Salvini. Tra le altre stoccate di Salvini ce ne è una anche per i giudici: "Non devono decidere cosa deve fare la politica. Di certo questa è stata una battaglia politica sostenuta da alcuni capi politici", ha aggiunto. Salvini poi guarda già avanti e rilancio sulle riaperture: "Ora andiamo a cancellare il coprifuoco".

 

In ultimo, sulla felpa di Letta di qualche giorno fa, quando incontrò il fondatore di Open Arms, Salvini ha tagliato corto: "Sono in un governo di unità nazionale, non ho tempo per le felpe come Letta". "Salvini rinviato a giudizio con l’accusa di sequestro di persona e rifiuto atti d’ufficio. Felici per tutte le persone che abbiamo tratto in salvo durante la Missione65 e in tutti questi anni. La verità del Med è una, siamo in mare per raccontarla", così l’organizzazione Open Arms commentando il rinvio a giudizio dell’ex ministro dell’Interno.