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Open Arms, Salvini rinviato a giudizio: processo dal 15 settembre

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Matteo Salvini è stato rinviato a giudizio nell'ambito del processo Open Arms. La sentenza del gup è arrivata intorno alle 15.05. Il processo inizierà il 15 settembre. Il gup di Palermo Lorenzo Jannelli lo ha rinviato a giudizio per le accuse di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio, accogliendo così la richiesta della Procura di Palermo, nelle persone del procuratore capo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Marzia Sabella e dal sostituto Geri Ferrara.

 

La prima udienza sarà il 15 settembre davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Palermo. Immediata la risposta di Salvini, affidata a un Tweet: "La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino". Articolo 52 della Costituzione. Vado a processo per questo, per aver difeso il mio Paese? Ci vado a testa alta, anche a nome vostro. Prima l’Italia. Sempre", ha scritto il leader della Lega in un messaggio sui propri profili social. Prima della sentenza aveva pubblicato un video sul lungomare prima di rientrare nell'aula bunker dell'Ucciardone, che proponiamo di seguito. 

 

Non è stata quindi accolta la richiesta avanzata dalla difesa, rappresentata dall'avvocato Giulia Bongiorno, che aveva chiesto il non luogo a procedere, al termine di un'arringa iniziata alle 9.40 e conclusasi poco prima delle 13. "Di fronte a numerose opzioni, non può esserci sequestro di persona solo se non si accontentano le richieste di OpenArms!, che voleva andare solo in Italia". Lo avrebbe detto l’avvocato Giulia Bongiorno, legale di Matteo Salvini, in un passaggio del suo intervento all’udienza preliminare Open Arms in corso a Palermo. Sequestro di persona? "OpenArms aveva il divieto di andare solo in una direzione. Se in una stanza una porta è chiusa, ma posso uscire da un’altra parte, non sono sequestrata! Giudice, questo non è sequestro di persona. OpenArms poteva andare ovunque", avrebbe aggiunto l'avvocato.