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Otto e mezzo, Galli critica le riaperture: "Rischio calcolato male. Chiuderemo di nuovo"

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Il professor Ernesto Galli si scaglia contro la decisione del governo di iniziare le riaperture a partire dal 26 aprile. Il premier Mario Draghi durante la conferenza stampa del pomeriggio del 16 aprile ha parlato di "rischio calcolato e ragionato" da parte dell'esecutivo. Ma Galli, ospite di Otto e Mezzo su La 7, durante la serata stronca la decisione: "E' un rischio calcolato male", dice il direttore del reparto di malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano che aggiunge: "Con circa 16 mila contagi e 429 morti è un grande rischio. Attualmente in Italia ci sono 500 mila persone circa infettate, cioè attualmente positive e dunque secondo una stima bisogna pensare a un numero doppio di persone infettate. Tanto per fare un esempio lo scorso anno alla fine del primo lockdown gli attualmente positivi erano meno di 100 mila". Per il professore "rischiamo di fare gli stessi errori del passato e tornare a chiudere presto"-

 

 

Galli ha continuato illustrando che "attualmente i Italia sono state somministrate 23,5 dosi di vaccino per 100 abitanti con le fasce deboli non ancora al sicuro. La Gran Bretagna ha chiuso in maniera più dura per un lungo periodo. I dati sono molto diversi dai nostri". Per Galli a fallire è stato il sistema dei colori. "Basta guardare cosa è avvenuto in Sardegna". Per l'infettivologo il pericolo è quello che le riaperture diventino un'illusione: "C'è il pericolo di nuove chiusure tra qualche mese". L'unico modo per evitarlo "bisognerebbe accelerare le vaccinazioni". Per ora, conclude Galli, "Gran Bretagna batte Italia 3-0".

 

Dunque il professore critica aspramente i provvedimenti del governo confermando la linea della prudenza. "L'Italia non ha nemmeno lontanamente i numeri di Israele dove si sta riaprendo". Secondo quanto da Lilli Gruber durante la trasmissione il professore le avrebbe confessato prima di accendere le telecamere che le riaperture che sono state annunciate dal governo gli fanno tremare le gambe. "Se tremano le gambe a lei, pensi me, tremo tutta".