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Mascherine contraffatte negli ospedali della Lombardia: l'inchiesta di Piazzapulita

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Mascherine contraffatte negli ospedali della Lombardia: continua l'inchiesta del programma Piazzapulita di La7 dopo i primi servizi realizzati nei primi giorni dello scorso mese di marzo. Secondo quanto documentato nella trasmissione, gli operatori sanitari di alcuni ospedali lombardi hanno fornito all'inviato Massimiliano Andretta alcuni dispositivi di protezione affinché ne fosse controllata l'efficacia (clicca qui per guardare il video del servizio).

 

Andretta li ha così portati ad analizzare in un laboratorio. Il metrologo Marco Zangirolami ha spiegato: “Questa mascherina non passerebbe i controlli ffp2 né quelli ffp1, non è classificabile”. Addirittura l'indice di protezione riscontrato sarebbe tra il 75 e l'81 per cento. "Così nel magazzino dell'ospedale Sacco, ci sono ancora mascherine che non proteggono quanto dovrebbero", spiega Andretta. Tutte parte di un lotto senza le adeguate caratteristiche - il KR 95, senza marchio -, con una capacità di filtraggio così bassa da raggiungere solo il 31 per cento.. Anche un infermiere di un ospedale di Monza, riconoscendo la scatola, conferma di aver utilizzato quel tipo di dispositivo di protezione. Durante la seconda ondata, sono stati numerosi i contagi registrati tra il personale sanitario dell'ospedale in cui lavora. “Queste mascherine potrebbero essere la causa per cui ci siamo infettati in tanti. Hanno mandato un esercito in guerra contro un nemico che non conoscevano senza un minimo di strategia con i fucili di cartone”, ha ammesso con amarezza.

 

Questi dispositivi sarebbero arrivati in Italia attraverso una deroga, senza gli adeguati controlli. Come confermato anche da Marco Schmid, direttore generale di Remember.mi che ha mostrato all'inviato le attestazioni dell'Inail e la conformità a quanto richiesto, pur senza aver proceduto a verifiche proprie sui dispositivi. Alcune di queste mascherine, per giunta, potrebbero essere ancora in uso e quindi pericolose e assolutamente non adeguate per il personale medico e sanitario impegnato nelle strutture lombarde.