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Si getta dalla finestra dello studio del suo avvocato: dirigente del Miur in gravi condizioni. Era indagata per corruzione

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Giovanna Boda, dirigente del Ministero dell'Istruzione (Miur), lotta tra la vita e la morte dopo aver tentato di togliersi la vita oggi pomeriggio, mercoledì 14 aprile, lanciandosi dalla finestra dello studio del suo avvocato a Roma. Proprio nell'ufficio del suo legale si era presentata dopo essere stata perquisita dalla Guardia di Finanza ieri, poiché - secondo quanto rivelato dal quotidiano La Verità - sarebbe indagata per corruzione nell’ambito dell’inchiesta su presunte somme di denaro che avrebbe “ricevuto indebitamente per l’esercizio delle sue funzioni". La dirigente del Miur è ricoverata in codice rosso al Policlinico Gemelli.

 

 

"Il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, è profondamente addolorato ed esprime tutta la vicinanza, sua e del Ministero, alla dottoressa Giovanna Boda e alla sua famiglia”, si legge in una nota di viale Trastevere. Mamma di una bimba di tre anni, moglie del giudice Francesco Testa, figlia dell’ex sindaco di Casale Monferrato dove è nata e cresciuta, Boda - psicologa e dal 1999 in viale Trastevere - ha ricevuto un avviso di garanzia. Ieri i finanzieri si erano presentati nel suo ufficio di viale Trastevere e avevano perquisito anche la sua casa oltre a una soffitta. Indagata insieme a tre persone in un’inchiesta della procura di Roma relativa a presunte tangenti per affidamenti di appalti da parte del ministero, secondo le accuse sarebbe stata corrotta in cambio utilità e denaro pari a circa 680mila euro. 

 

 

Una vicenda delicatissima che ha coinvolto anche alcuni suoi stretti collaboratori. Da qualche settimana, tra l’altro, era reggente dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria dopo che il Miur ha momentaneamente sollevato dall’incarico la direttrice generale Maria Rita Calvosa per lo scandalo del mercimonio di titoli e attestati e, soprattutto, di altri presunti episodi di corruzione. Nel pomeriggio, poi, Boda ha spento il cellulare: alcuni collaboratori del ministero hanno provato a chiamarla senza successo. Nella serata è arrivata la tragica notizia confermata da fonti del ministero.