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Roma, lavoratori portano la bara di Alitalia davanti al Mise

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Protesta dei dipendenti di Alitalia davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico, a Roma. Le risorse sono finite, si rischia seriamente l'operatività. I lavoratori lamentano la mancanza di un progetto strutturale per il salvataggio e il rilancio della compagnia di bandiera. "Alla Comunità europea stanno cercando di favorire Lufthansa e Air France e fare il funerale alla nostra compagnia, che da più di settant'anni porta passeggeri in giro per il mondo e vorrebbe continuare a portarli", protestano i dipendenti di Alitalia. "Non abbiamo aspettative. Hanno messo un governo tecnico per fare qualcosa di capace, per fare sviluppo. Sta dimostrando tutto, tranne che lo sviluppo, perché una compagnia aerea fondamentale per il Paese che si depaupera a favore di Air France e Lufthansa è una cosa incredibile. È inverosimile".

 

 Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, rispondendo in Aula alla Camera ad una interrogazione sulle iniziative volte a tutelare gli interessi nazionali nell’ambito della trattativa in corso in sede europea relativa alla compagnia di bandiera, ha chiarito che "abbiamo un mandato chiaro del Parlamento per creare una nuova struttura che però deve passare dal vaglio della Commissione Ue".

Su questo "la negoziazione è ancora in corso ed ha avuto momenti anche accesi perchè vogliamo difendere gli interessi nazionali della nuova compagnia" ha aggiunto ricordando che "faremo tutto il possibile e se non si arriverà ad un compromesso non ragionevole in termini di prospettiva industriale, il governo non lo accetterà".

 

 

Per il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, "stiamo sottovalutando il tema di Alitalia sul piano strategico, sul ruolo della compagnia di bandiera e sulla difesa dei nostri interessi. Non riusciamo a fare strategia industriale sui nostri interessi ed andiamo verso la mini compagnia come soluzione». Dunque «bisogna porre delle questioni a cominciare dalla gestione della politica aerea del Paese. C’è poi un problema enorme con l’Ue che ha aiutato alcune compagnie di bandiera e penalizzate altre. Prima di rinunciare ad una compagnia degna di questo nome non ci siano altre possibilità", ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa.