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Uccide la madre con una fiocina poi si spara in un occhio: la donna era originaria di Gubbio

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Tragedia a Roma. Manuela Fiorucci, 66 anni ed ex dipendente Asl, è stata uccisa nella zona del Tintoretto, dal figlio 37enne William Leo, che le ha sparato un colpo mortale con una fiocina, dando poi fuoco all'appartamento al civico 148 in via di Grotte dell'Arcaccio nel quale vivevano insieme per una sorta di messinscena. Quindi si è sparato con la stessa arma da sub, in un occhio, per suicidarsi. Un tentativo vano perché i soccorritori gli hanno salvato la vita. Questa la ricostruzione dei carabinieri dell'Eur che indagano su quanto accaduto lunedì 12 aprile al Tintoretto.

 

 

Manuela Fiorucci, vedova e di origine umbra (nata a Gubbio), e il figlio non avevano apparenti problemi economici. Nell'appartamento al piano terra e con un ampio giardino del Tintoretto, però, qualcosa ha fatto scattare la rabbia del figlio unico. Manca però ancora il movente. Il 37enne ha cercato di aggredire la madre con un coltello da sub per poi prendere la fiocina, urlarle contro qualcosa, e spararle. Le ferite profonde che la donna aveva sulle mani e sull'avambraccio hanno mostrato l'estremo tentativo di difesa dai colpi mortali del figlio

 

 

Ma la tragedia non è finita qui. Con il probabile tentativo occultare l'accaduto, William ha appiccato il fuoco nell'appartamento, nella stanza da letto dove si è consumato l'omicidio, ha chiamato i carabinieri dando l'allarme e si è ferito con la fiocina a un occhio. I vigili del fuoco ed il 118 arrivati sul posto hanno quindi rispettivamente spento il rogo e portato Leo in ospedale. Qui i medici gli hanno salvato la vita. I carabinieri hanno ascoltato anche la nonna di Leo e il medico di famiglia che ha fornito elementi utili per disegnare il carattere del trentasettenne. Una tragedia nella tragedia dunque, che all'inizio sembrava essere soltanto un incidente e che invece alla fine ha portato alla luce un vero e proprio dramma familiare.