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Covid, allarme degli oncologi e cardiologi: "Undici milioni malati senza cure per la pandemia"

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Undici milioni di malati cronici rischiano di restare senza cure per la pandemia. Il sistema sanitario nazionale è "concentrato" nella lotta contro il coronavirus e si rischia di lasciare nel dimenticatoio i malati "normali". L'ultimo allarme in tal senso è stato lanciato in un lungo documento, inviato al presidente del Consiglio Mario Draghi, Foce, Confederazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi, accende i riflettori sullo "Stato della gestione delle patologie oncoematologiche e cardiologiche durante la pandemia in Italia" e dice: "Ora un piano Mashall per il ritorno alla normalità e un nuovo piano sanitario in Italia".

 

Oltre agli 11 milioni di pazienti oncologici, ematologici e cardiologici, ci sono altri 5-6 milioni che annualmente si sottopongono agli screening oncologici sono anche loro sfavorevolmente interessati dalle vicende che riguardano l’attuale emergenza pandemica. "E' necessario avviare una vaccinazione sistematica alla popolazione, si deve pensare ad un grande Piano che consentirà di tornare nei prossimi mesi lentamente alla normalità anche per i pazienti onco-ematologici e cardiologici, le aree mediche che rappresentano le prime due cause di morte del nostro Paese. Un Piano quindi che veda 'protagonista queste aree mediche, ma che serva più in generale anche per le altre patologie. Da un lato per ridurre incidenza e mortalità di malattie non Covid, dall’altro per garantire l’attuale e la futura sostenibilità del Sistema Sanitario italiano".

 

Bisognerà, secondo i medici specialisti di Foce, pensare a come "configurare la Sanità di domani e di dopodomani; non più quindi su questo tema il piccolo cabotaggio del giorno per giorno. E per fare ciò sono necessarie risorse, molti finanziamenti, di cui non è importante la provenienza. L’importante è che questi finanziamenti vengano stanziati e subito utilizzati". Il piano prevede: una campagna rivolta ai cittadini di sensibilizzazione per il ritorno il prima possibile alla normalità, lanciando messaggi chiari, tranquillizzanti ma forti sulla necessità di riprendere le cure, non abbandonare i piani terapeutici, tornando in sicurezza negli ospedali, riprendendo esami e visite, sottolineando l’importanza favorendo l’aderenza alle terapie; una campagna rivolta alle Istituzioni nazionali, ma soprattutto regionali, perché si riprendano gli screening, si pianificano azioni destinate a recuperare il pregresso che sta diventando importante adottando un impegno straordinario focalizzato sulle patologie croniche, per recuperare i mesi perduti.