Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

"Vi racconto come sono stata molestata"

default_image

Felice Fedeli
  • a
  • a
  • a

“Voglio stare con te. Creare una famiglia. E magari avere dei figli”. Ma poi nel tempo, ecco che quei messaggi si trasformano in qualcosa di più grave: “Perché non rispondi? Guarda che si ti vedo in strada ti violento. Rispondimi altrimenti di ammazzo...”. E altre telefonate al veleno, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Fino a quando la ragazza perugina, costretta a cambiare le sue abitudini e limitare le uscite di casa, lo denuncia. Passano i giorni, lei cambia pure il numero di telefono. Ma una sera di tanto tempo fa la poveretta trova sotto casa lo sconosciuto, che di lei si era letteralmente invaghito. Con l'ossessione che si trasforma anche in minacce di morte. Da qui la nuova denuncia ai carabinieri, e un procedimento a carico di quell'uomo. Ora a processo con l'accusa di stalking, “Lui sapeva tutto di me, conosceva le mie abitudini - ha riferito ieri in aula davanti al giudice - eppure lo avevo solo una volta incrociato in strada, quado ero in compagnia di alcuni amici. Nessun contatto, nessuna parola, fino al giorno successivo. Quando ha iniziato a mandarmi i messaggi. Diceva che mi amava, era completamente fuori di testa”. A seguito dell'ennesima denuncia ecco che l'accusato viene sottoposto ad un “tso” all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. “Anche da lì continuava a chiamarmi”, ha ribadito la giovane. Alla luce delle testimonianze rese ieri, il giudice Internò ha ritenuto necessario nominare un perito al fine di verificare la capacità di intendere e di volere dell'imputato. L'istruttoria dibattimentale riprenderà nel mese di giugno prossimo per il conferimento dell'incarico.