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Covid, verso obbligo vaccino per operatori sanitari. Governo diviso sulle riaperture di bar e ristoranti

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Cresce l'attesa sul decreto legge Covid, previsto per il pomeriggio in Consiglio dei ministri. Stando alle indiscrezioni che filtrano dal Palazzo, il lavoro sarebbe concentrato sulle possibili riaperture per il 20 aprile nelle Regioni con gradi di contagio particolarmente bassi. Su questo aspetto però all'interno dell'esecutivo le divisioni sono intense e il confronto è particolarmente acceso. Diverse le ipotesi sul meccanismo da utilizzare, ipotesi sulle quali non è stata fino ad ora trovata una intesa.

Si continua dunque a lavorare per cercare di individuare una soluzione che potrebbe permettere una parziale ripartenza del Paese. Difficile che alla fine si opti per un automatismo sull'allentamento delle restrizioni, in particolare per la riapertura di bar e ristoranti. Tra l'altro nel mese di aprile potrebbero essere ancora impedite le zone gialle. E' comunque la Lega a spingere per una revisione dei meccanismi affinché le riaperture siano possibili, mentre Leu, Pd e Movimento 5 Stelle hanno una posizione di massima prudenza, considerando prioritari gli aspetti legati alla salute e alla sanità.

Al centro dell'attenzione anche l'obbligo di vaccinazione per i medici e per tutto il personale impegnato nelle strutture sanitarie. Sembra superata la possibilità di costringere al vaccino soltanto i sanitari che sono a contatto con i malati. Nelle ultime ore è diventata concreta l'ipotesi che il provvedimento valga per chiunque lavora in una struttura sanitaria e quindi dottori, infermieri, operatori, dipendenti delle Rsa, studi privati. Sarà il decreto a indicare le sanzioni per chi rifiuta la vaccinazione. Con tutta probabilità non sarà possibile il licenziamento ma la sospensione dello stipendio durante il periodo della pandemia. La sanzione potrebbe essere revocata soltanto quando si raggiungerà l'immunizzazione di gregge oppure il calo della diffusione del virus sarà determinante. Non solo: il decreto dovrebbe prevedere anche lo scudo penale per coloro che somministrano il vaccino. Verrebbero puniti soltanto nei casi di colpe gravi.