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Covid, variante inglese sempre più prevalente: quasi al 90% in Italia. La brasiliana ferma al 4%

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La variante inglese del Covid è sempre  più prevalente in Italia. Al 18 marzo scorso la prevalenza della versione inglese del virus era del 86,7%, con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 63,3% e il 100%. La stima viene dalla nuova indagine rapida condotta dall'istituto superiore di sanità e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, che fa seguito a quelle diffuse nelle scorse settimane da cui era emersa una maggior trasmissibilità per la variante 'inglese' del 37%.

 

Secondo questo monitoraggio la variante lineage P.1 (la cosiddetta brasiliana) ha mantenuto una prevalenza pari al 4% (nella precedente indagine era pari a 4.3%), ma mentre nell'indagine precedente era stata segnalata in Umbria, Toscana e Lazio, nell'ultima indagine del 18 marzo è segnalata anche in Emilia-Romagna. Si segnala inoltre che la variante brasiliana è in diminuzione nel numero totale in Umbria e in aumento, invece, nel Lazio. La variante sudafricana è allo 0,1% mentre cresce la diffusione della nigeriana è allo 0,6%, quasi totalmente concentrata nella Provincia autonoma di Bolzano.

 

La diffusione delle varianti va controllata, si avverte ancora nello studio, per evitare che si complichi la campagna di immunizzazione della popolazione italiana. "Nel contesto italiano in cui la vaccinazione sta procedendo ma non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguate. Mentre la variante inglese è ormai ampiamente predominante, particolare attenzione va riservata alla variante P.1 brasiliana". È quanto si sottolinea nella nuova indagine rapida sulle varianti condotta dall'Iss e dal Ministero della Salute. Dunque va evitato il diffondersi delle altre varianti. Insomma bisogna impedire ciò che è avvenuto con la variante inglese prendendo tempo e portando avanti ala campagna di vaccinazione in modo da avere un maggior numero di persone immuni che possono dunque difendersi dalle prossime ondate del virus e delle sue varianti.