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Falsi dati all'Iss per evitare la zona rossa, Razza intercettato: "Spalmiamo i morti su più giorni"

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Intercettazioni shock sull'assessore alla salute Ruggero Razza, indagato nell'inchiesta in Sicilia sui falsi dati del contagio da Covid inviati dal dipartimento regionale (Dasoe) all'Istituto superiore di sanità per non far entrare la Regione in zona rossa. "Spalmiamoli un poco su più giorni", è la risposta dell’assessore alle perplessità della dirigente regionale arrestata Letizia Di Liberti sul numero di morti da inserire nel report giornaliero da inviare all’Istituto Superiore di Sanità. Il numero è di tre giorni fa ma non è ancora stato inserito e dunque l’assessore per recuperare il ritardo senza gravare sui dati giornalieri suggerisce di inserirli un po' per giorno in modo da non far schizzare alle stelle il dato sui decessi.

 

 

Da quanto emerge dall’inchiesta, che ha portato a misure cautelari nei confronti di appartenenti al Dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana, si tratta di un sistema che la coppia Razza-Di Liberti applica anche per il numero di tamponi fatti (quasi sempre gonfiato per mantenere il tasso di contagiosità più basso del dato reale) e sui nuovi positivi, gestiti ad arte dagli indagati per evitare restrizioni nei Dcpm di Roma. Sulla vicenda si è espresso anche il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci. "Sono convinto che i fatti saranno chiariti, fiducia a Razza - ha detto nel corso della puntata di martedì 30 marzo di Omnibus su La7 -. "Sono tranquillo e convinto - ha affermato - che i magistrati sapranno fare luce sulla vicenda".