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Violentava la nipote 14enne in un pollaio, condannato a sette anni

Christian Campigli
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Un trauma profondo, indelebile, che l'accompagnerà per tutta la vita. Si è conclusa oggi, almeno da un punto di vista processuale, una storia orrenda, densa di violenza, ignoranza e squallore. E tanto, troppo dolore per poter essere raccontata solo come una fredda sentenza penale. Nel 2016 un uomo di 63 anni ha dato il via ad una serie di violenze sessuali perpetrate ai danni della nipote di 14 anni, durante una lunga, interminabile estate. La bambina veniva lasciata in villeggiatura dalla nonna materna, ad Anagni, piccolo centro in provincia di Frosinone.

La madre, che durante quei mesi di calura doveva continuare a lavorare, preferiva dare la minore in custodia alla genitrice, piuttosto che lasciarla sola in città. Una scelta ovvia, che purtroppo però si è rivelata fatale. Il fratello della nonna, un pensionato che risiedeva poco distante, aveva preso l'abitudine di andar a trovare la nipote ogni giorno. Un atteggiamento che non aveva messo in allarme nessuno. L'anziano portava la piccola a fare delle lunghe passeggiate, la ricopriva di mille attenzioni. Che un maledetto giorno si sono trasformate in altro. Prima semplici carezze, sempre più ardite, poi baci, palpeggiamenti ed infine l'imposizione di una serie di rapporti sessuali completi. Questi ultimi spesso venivano consumati in uno sporco e buio pollaio, tanto per rendere la vicenda, già raccapricciante di suo, ancora più macabra. La bimba ha all'inizio taciuto, forse spaventata anche delle minacce dello zio, salvo poi confidarsi con con una vicina di casa a cui la sua famiglia è molto legata. La donna all'inizio era titubante.

Non credeva che quell'uomo apparentemente così mite e tranquillo fosse l'orco descritto dalla minore. Ma dopo poche ore dal primo racconto della bambina ha deciso di avvertire la madre. A quel punto è scattata la denuncia presso le autorità, che hanno vagliato quei racconti, ripetuti anche di fronte al magistrato, grazie al supporto di una psicologa. L'inchiesta ha portato all'arresto dell'anziano che è stato giudicato colpevole e condannato a sette anni di reclusione. Una sentenza più dura rispetto alla richiesta del pubblico ministero, che aveva riconosciuto al pensionato le attenuanti generiche. Purtroppo le cronache non sono nuove nel raccontare di violenze sessuali consumate proprio tra le mura domestiche, dove i minori divengono vittima di uomini di cui si fidano e che dovrebbero al contrario proteggerli. Una serie di episodi sui quali servirebbe una riflessione più attenta ed approfondita. Perché quella ferita risalente all'estate 2016 continuerà a sanguinare per molti anni ancora. E a condizionare la vita di quella bambina di soli 14 anni.