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Benno Neumair, il presagio dei coniugi uccisi: avevano fatto sparire tutti i coltelli

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Un delitto annunciato, c'è da pensare. Di sicuro i coniugi Neumair lo temevano. Il delitto di Bolzano, con la coppia Laura Perselli e Peter Neumair ammazzati dal figlio 30enne Benno Neumair, avevano paura di essere fatti fuori. Uccisi proprio da lui, Benno, che poi ha gettato i corpi nell'Adige (il cadavere di Peter non è stato ancora ritrovato e si cerca nel fiume, quello di Laura sì ed è stata strangolata).

 

Il quotidiano Alto Adige ricostruisce che a Ulm con il litigio con la fidanzata dell’epoca ed il ricovero coatto per tre giorni in una struttura psichiatrica ospedaliera, Benno Neumair nell’estate dello scorso anno era stato convinto dai genitori di sottoporsi ad una terapia di carattere psichico a Bolzano ma l’inizio della cura slittò all’inizio di settembre per la situazione critica provocata dall’emergenza Covid.

In Germania gli era stata diagnosticata una schizofrenia paranoide con disturbi di personalità in chiave aggressiva; le condizioni psichiche di Benno erano considerate dai genitori pericolose tanto da dormire la notte con la porta della camera chiusa a chiave.

 

La fonte riporta che Laura Perselli scrisse all’amica dopo tre settimane di convivenza in casa con Benno queste parole (Benno sulla cura cambiò idea ndr): "E’ dura, abbiamo nascosto e messo via i coltelli ma in giro ci sono forbici... c’è di tutto". Nessuna cura quindi.  Benno, dopo essere rientrato a Bolzano dalla Germania, aveva addirittura chiesto ai genitori di poter dormire nella loro camera, come un adolescente in cerca di protezione e affetto.

A non credere a Benno è stata la sorella Madè a cui Benno, dopo la scomparsa dei genitori, aveva detto: "Io ho raccontato tutto quello che sapevo ti prometto che non ho nessuna idea di quello che possa essere successo a mamma e papà, nemmeno la più piccola", riporta l'Alto Adige nell'edizione di oggi.