Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Non è l'Arena, la moglie del militare morto dopo il vaccino: "Voglio la verità. La meritano i miei figli"

  • a
  • a
  • a

"Mio marito era una persona sana ed era molto contento di vaccinarsi. Lo ripeteva sempre a tutti che è importante lasciarsi vaccinare. La mattina gli è stato iniettato il farmaco, poi è tornato a casa intorno alle 17. Siamo andati a prendere nostro figlio che era andato a fare sport. Quando siamo arrivati a casa mi ha detto che avvertiva brividi di freddo. Si è misurato la febbre ed aveva 39 gradi. A quel punto ha mangiato qualcosa, poi ha preso una tachipirina. In breve tempo la temperatura è scesa. Siamo andati a letto e stava benissimo. Poco dopo la situazione è degenerata".

A parlare a Non è l'Arena è Caterina Arena, la moglie di Stefano Paternò, il militare morto dopo essere stato sottoposto alla somministrazione del vaccino anti Covid 19 Astrazeneca. La signora ha continuato il racconto, spiegando gli attimi decisivi del dramma del marito: "Siamo andati a letto e sentivo russarlo forte. Poi ha iniziato a battersi e si è irrigidito. Aveva gli occhi aperti, ma non rispondeva, guardava nel vuoto. Ho capito che la situazione era molto grave, ho chiamato mio fratello che abita sopra e subito dopo il 118. Abbiamo iniziato a fargli il massaggio cardiaco. Dopo 15 minuti è arrivata l'ambulanza e i medici hanno cercato di rianimarlo, ma trascorsi 45 minuti hanno detto che non c'era più niente da fare e che lui ormai era deceduto". 

Caterina vuole la verità sulla tragedia, vuole capire se il marito è morto a causa del vaccino oppure se si tratta soltanto di una coincidenza il fatto che il suo cuore si sia fermato poche ore dopo la somministrazione del farmaco: "I mie figli mi chiedono perché il loro papà è morto e meritano una risposta - conclude Caterina ArenaLa meritano loro ma anche io. La meritano tutti".