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Covid: "Il picco dei contagi tra 7 giorni". Lo studio dell'ingegnere Alberto Gerli

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Il picco dei contagi della nuova ondata del Covid è previsto tra una settimana. E' quanto emerge dalle proiezioni dell’ingegnere Alberto Gerli e dell'epidemiologo Carlo La Vecchia che sono riportate dal Corriere della Sera. Secondo i due esperti la crescita della nuova ondata sta diminuendo. "L'epidemia comincerà a sgonfiarsi da sola".

 

Da oltre un anno il lavoro di Alberto Gerli è diventato un riferimento per la comunità scientifica lombarda. L'ingegnere ha elaborato un modello matematico in grado di fare previsioni sull'andamento dei contagi che già nei mesi scorsi si è rivelato estremamente efficace. A febbraio aveva annunciato l'aumento dei contagi oltre i 1.000 a Milano per effetto delle varianti e così è stato. Gerli propone un modo diverso di calcolare l'Rt: si considerano le ultime due settimane e si confrontano con altre due settimane precedenti sfasate tra 7 e 21 giorni.  "Un calcolo —  ha spiegato l’ingegnere al Corriere della Serache ci restituisce l’andamento, e messo insieme all’incidenza dei casi per 100 mila abitanti dice quanto sia grave la situazione".

 

Dunque secondo questi calcoli  nei prossimi giorni i contagi in Italia continueranno ad aumentare, con probabili picchi di 35-40 mila casi intorno al 20 marzo: e a limitarli non saranno le zone rosse, perché l’epidemia inizierà a sgonfiarsi da sola. Significative anche le parole del professor Carlo La Vecchia: "Ancora una volta i provvedimenti vengono presi tardi, quando la crescita dell’epidemia ormai si sta livellando da sola. Si tratta di constatazioni senza polemica, perché gestire un’epidemia è estremamente difficile. Ma sembra che solo quando il numero di casi è molto alto, e molte persone si ritrovano magari con un amico o un parente malato, si possa accettare che la situazione richieda interventi. E poi si ha l’impressione che questi provvedimenti abbiano impatto, mentre invece probabilmente l’andamento è già predefinito. Ad esempio a Brescia e Bolzano, due delle zone più colpite in questa fase, vediamo dei forti rallentamenti".