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Covid, come cambia il piano vaccini in Umbria. Saranno coinvolti anche 720 medici di famiglia

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L’Umbria pronta per il nuovo piano vaccinale predisposto dal governo. Cambiano le priorità: non più per categoria ma per fasce di età, vale a dire dai più anziani ai più giovani garantendo però le categorie fragili. Il commissario per l’emergenza Covid, Massimo D’Angelo, giovedì nel corso della conferenza stampa per fare il punto sull’andamento della pandemia, ha spiegato che l’Umbria sta lavorando secondo una catena di comando che è nazionale.

 

 

“Agiremo con punti vaccinali ospedalieri, territoriali e con il coinvolgimento dei 720 medici di famiglia”, ha puntualizzato D’Angelo. Il commissario ha spiegato che intanto il sistema di gestione degli interventi vaccinali è stato fortemente potenziato e adesso il totale dei vaccini somministrati è pari a 82.171. Il primo marzo il numero delle dosi inoculate era 33.367, il 10 marzo era 60.971 con un incremento pari al 45%. 

 

Intanto anche Confindustria Umbria si mobilita. “Abbiamo già inviato i questionari ai nostri associati per chiedere la loro disponibilità ad aderire alla campagna vaccinale dei lavoratori e delle loro famiglie secondo le indicazioni di Confindustria nazionale e devo dire che abbiamo già ricevuto dei riscontri positivi”, ha detto il presidente Antonio Alunni. “Questo ci fa ben sperare - ha proseguito- per le prossime settimane e nel contributo che potremo dare per la realizzazione, e la velocizzazione, della campagna vaccinale sul territorio regionale e nazionale”.  E gli industriali umbri hanno già aperto il confronto con l’amministrazione regionale.«Sì -spiega- abbiamo sentito la direzione regionale sanità e abbiamo ricevuto ascolto ma anche disponibilità e anche questo è uno dei tasselli che ci fanno sperare, che, se questa iniziativa partirà, possa dare un contributo importante per la regione e per il Paese», conclude Alunni.