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Mattarella, minacce di morte e insulti via social: perquisizioni in varie città italiane

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Minacce di morte e insulti sui social network nei confronti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Armiamoci e andiamo ad ammazzare quel figlio di troia", "ti auguro di morire male", "non vedo l’ora che ci sia il tuo funerale", "pezzo di m. ti voglio vedere morto".

 

Sono alcune delle minacce contro il capo dello Stato, che circolano sul web e che sarebbero alla base dell’inchiesta condotta dalla Procura di Roma nella quale si ipotizza il reato di offesa all’onore e al prestigio della massima autorità della Repubblica, che ha dato origine a perquisizioni da parte della polizia della Digos in varie città italiane. Un’indagine per reati perseguibili d’ufficio e che quindi ha portato la magistratura a muoversi senza la necessità di una denuncia, con un’azione resasi necessaria vista la pesantezza e la gravità dei contenuti dei messaggi circolati sui social.

 

Insomma, non semplici critiche magari accompagnate da offese, ma auspici di morte per il Presidente della Repubblica che non potevano non richiedere l’apertura dell’inchiesta per l’individuazione degli autori di tali attacchi. L'indagine è coordinata dal Procuratore di Roma, Michele Prestipino. Pochi giorni fa Sergio Mattarella si è vaccinato contro il Covid all'istituto Spallanzani di Roma e questa mattina ha conferito l'attestato di "Alfiere della Repubblica" a 28 giovani di tutta Italia. Le minacce arrivano in questo particolare momento storico, caratterizzato dall'emergenza sanitaria, che impegna tutte le istituzioni nazionali per questa delicata situazione. Non si comprendono, al momento, i motivi delle minacce rivolte a Mattarella che, come massima autorità nazionale, non ha un ruolo politico o poteri esecutivi o legislativi, che spettano invece a governo e parlamento. Intanto c'è attesa per le nuove, possibili misure restrittive determinate dall'evoluzione del quadro pandemico, a partire dal cambio dei colori di alcune regioni che potrebbe essere decretato da domani, per divenire poi effettivo da lunedì 15 marzo.